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Violenza e sequestro, il romeno dal gip: "Lei era consenziente"

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E’ stato interrogato oggi pomeriggio dal giudice Guido Salvini, il romeno di 41 anni residente a Castelleone arrestato sabato scorso dai carabinieri con l’accusa di sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti di una 32enne romena.  L’uomo, tecnico delle comunicazioni, ha risposto alle domande del giudice, dicendo che la presunta vittima, cameriera di un bar di Brescia, era assolutamente consenziente. Al giudice l’indagato ha riferito di averla conosciuta giorni prima in casa di lei in quanto le aveva installato la connessione ad Internet. Sempre secondo il suo racconto, la donna gli aveva parlato delle sue difficoltà lavorative e lui si era proposto di aiutarla, indicandole nomi di possibili datori di lavoro. Sabato i due hanno cenato a casa di lui insieme a suo fratello e a sua cognata, che vivono al piano superiore. Hanno bevuto e passato una serata in allegria. Ai carabinieri la donna ha riferito che lui aveva tenuto il volume della radio altissimo per non far sentire le sue urla agli altri due invitati, poi tornati nel loro appartamento. Lui, invece, ha detto che aveva messo un cd e che il volume della musica era normale. Ha anche aggiunto di aver chiesto alla donna a fine serata se voleva essere riaccompagnata a Brescia, ma lei ha risposto che preferiva rimanere lì. E’ dell’indagato il morso sul corpo della romena, un segno che l’uomo ha raccontato di aver lasciato in un momento di passione. Completamente diversa anche la versione del romeno sulle chiavi di casa che la 32enne ha raccontato di aver “rubato” dai pantaloni del suo aggressore per poter uscire dall’abitazione nella quale era sequestrata. Il 41enne, invece, ha riferito che le chiavi si trovavano nella toppa della serratura e che lei avrebbe potuto uscire quando voleva. Sulla misura cautelare da adottare nei confronti dell’uomo, il giudice si è riservato di decidere.

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