Commenta

E' scontro aperto sull'acqua, 42 sindaci chiedono la convocazione dell'assemblea E alcuni si preparano al ricorso

sindaci-per-assemblea

E’ scontro aperto sull’acqua pubblica. La battaglia per la partita del servizio idrico si arricchisce di nuove tappe. Quarantadue sindaci del territorio cremonese hanno firmato per la convocazione dell’assemblea dei primi cittadini. Tra questi c’è il Comune di Cremona e ci sono alcuni sindaci del centrodestra. L’oggetto di discussione, il modello gestionale e gli ultimi importanti passaggi sul tema, dall’approvazione del Piano d’Ambito alla mozione della Lega. Lo hanno annunciato Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, Claudio Silla, sindaco di Casalmaggiore e i primi cittadini di Romanengo, Corte dei Frati, Sesto, Casalmorano e Gadesco Pieve Delmona in una conferenza stampa presso la sede dell’Ato in corso Vittorio Emanuele. “Questi, insieme a tanti altri, – ha esordito Silla – sono i sindaci che da tre anni si oppongono con fermezza e con chiarezza all’acqua privatizzata. Anche se in minoranza, la nostra linea è sempre stata chiara”. “Giudichiamo positiva – ha continuato il primo cittadino di Casalmaggiore – la nascita del gestore unico che riunisce le società pubbliche del territorio. Ribadiamo con forza che a questo soggetto debba essere affidato il servizio idrico integrato, anche in maniera provvisoria o anche in modalità di retrocessione ai Comuni se c’è un impedimento normativo”. “Il tema dell’affidamento diretto – ha dichiarato Bonaldi – è fondamentale. La società unica doveva essere messa nelle condizioni di partire per poi procedere ad una valutazione sull’eventuale possibilità di rimanere totalmente pubblica. Con spirito costruttivo vogliamo tornare con forza su questo passaggio”.
E la mozione della Lega sulla società ‘in house’ che verrà votata in consiglio il 18 dicembre? “Pur apprezzando le aperture dell’ultima ora – dice Silla -, rispetto alle quali non ci tireremo indietro, vogliamo ribadire che il passaggio cruciale è l’approvazione del Piano d’Ambito in Consiglio provinciale dopo il passaggio alla Regione”.
Un altro passaggio chiave della partita sarà il ricorso al Tar che verrà presentato da una pluralità ampia di sindaci contro la delibera del Cda Ato dell’11 ottobre (‘Non si esclude la presenza di più di un ricorso’, ha annunciato il sindaco di Casalmaggiore). Contestata la conformità della delibera presa – secondo i sindaci presenti in conferenza stampa – senza il parere favorevole dei sindaci come previsto dalla legge e con una convocazione del Cda in tempi troppi rapidi rispetto al regolamento. “Pur essendo il centrodestra in maggioranza (per numero di abitanti), i sindaci non hanno mai votato per la gestione mista del servizio idrico come invece è contenuto nella delibera dell’Ato inviata alla Regione”, ha chiarito Silla. Da qui, la convocazione dei sindaci e il ricorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti