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Lehman Brothers, da Federconsumatori gli investitori 'traditi'

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Con l’abituale cadenza semestrale Federconsumatori provinciale, la più attiva (sicuramente nel settore delle violazioni bancarie e finanziarie) associazione consumeristica, ha tenuto nella sala riunioni della Camera del Lavoro il rapporto di fine anno sullo stato dell’arte del contenzioso che vede opposti, in provincia di Cremona, centinaia di investitori traditi.

L’importante conferenza è stata introdotta e presieduta dal Presidente Francesco Zilioli e si è avvalsa della consulenza del Prof. Cerniglia, coordinatore legale nazionale e degli avvocati Beretta e Scudellari.

I relatori

Diciamo subito che la tenace tutela della Federconsumatori ha condotto ad esiti positivi alcune centinaia di transazioni e di contenziosi giudiziali.
Almeno per quanto si rifierisce ai “bidoni” bancari di prima generazione (i bonds argentini, Parmalat, Cirio, Giacomelli).
Da qualche anno, però, la linea giurisprudenziale non è risultata più tanto coerente, essendo resa ondivaga da “ripensamenti” dei giudici in ordine alla responsabilità degli istituti bancari in materia di trasparenza nel rapporto con i clienti quanto meno al livello di adeguatezza degli investimenti consigliati.
Clamorosa, da tale punto di vista, la sentenza, circa un anno fa, del giudice Preioni che, rigettando la richiesta di due investitori di dichiarare l’inadeguatezza della transazione rispetto al profilo di rischio, ha concorso, se non ad invertire, sicuramente a modificare una giurisprudenza consolidata.
Il tutto, in aggiunta, sia alle conseguenze della recente sentenza della Corte americana che impone al debitore argentino di far fronte prima agli interessi antecedenti all’offerta pubblica di scambio e successivamente a quelli susseguenti sia al preannuncio di un ulteriore default della repubblica sudamericana.
Ma, poiché l’accreditata fama di una certa disinvoltura da parte del mondo bancario e finanziario nei rapporti con una clientela sempre più disarmata sembra non avere limiti, ecco arrivare una nuova generazione di “bidoni”, aperta dalla crisi planetaria del 2008.

Il nome più vistoso è sicuramente il fallito gruppo americano Lehman, le cui obbligazioni vennero, fino a pochi giorni prima del default, raccomandato dalle banche con la certificazione di Patti Chiari (emanazione di ABI).
Sono passati quattro anni. La procedura fallimentare sta facendo il suo corso ed i malcapitati investitori hanno ricevuto circa il 10%. Un altro 15-16% lo incasseranno tra meno di un anno. A loro carico resterà tre quarti dell’investimento. Le associazioni di difesa consumeristica attivarono tempestivamente il patrocinio. Se non che arrivò la cosiddetta mediazione obbligatoria con cui il governo Berlusconi voleva (sic!) sveltire i tempi della giustizia.
Recentemente la Corte Costituzionale ne ha decretato l’incostituzionalità.
In tal modo il gioco dell’oca, cui sono sottoposti gli investitori traditi dall’avidità delle banche, tornerà alla casella di partenza.
Federconsumatori ha predisposto da tempo le contromisure ed invita gli investitori gabbati a difendere i loro giusti diritti attraverso l’avvio di iniziative legali, prima che il tutto cada in prescrizione (dicembre 2015).
Sulla ridefinizione delle modalità e dei tempi di tutela l’assemblea organizzata da Federconsumatori ha fornito un’ampia analisi ed un convincente progetto di iniziative.
Gli interessati potranno rivolgersi da subito presso gli uffici di via Mantova nelle mattine di lunedì, mercoledì, giovedì.

e.v.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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