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Acqua, il Comitato aderisce al ricorso dei Comuni contro la delibera Ato

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Dopo il ricorso presentato dai Comuni di Torre de’ Picenardi, Motta Baluffi e San Daniele Po (leggi l’articolo) e quello di altri sedici sindaci del territorio (leggi l’articolo) si muove ora anche il Comitato acqua pubblica. Con una memoria ad hoc il Comitato aderirà al primo dei ricorsi (quello di Torre de’ Picenardi, Motta Baluffi e San Daniele Po). “Nessuna contrapposizione con il documento degli altri sedici primi cittadini – si legge in una nota – c’è solo la volontà dei tre ricorrenti di non correre il rischio di fare decorrere i tempi utili per la presentazione; ci saranno dunque due ricorsi, tanto meglio per sottolineare quanta opposizione abbia suscitato tale atto”.

I PUNTI DEL RICORSO

“I punti sui quali verte il ricorso – puntualizza il comunicato – sono sostanzialmente quattro: trattandosi di ricorso al Tar evidentemente si tratta di rilievi di carattere formale, ma due di essi hanno un sapore più tecnico-formale, due anche contenutistico. Il primo punto evidenziato si riferisce al mancato rispetto dei tempi prescritti dallo Statuto dell’Ufficio d’Ambito stesso per la notifica di modifiche all’ordine del giorno per le sedute dell’Ufficio d’Ambito che abbiano ad oggetto gli atti principali relativi all’attività dell’ufficio stesso. Il secondo punto evidenzia l’importanza e la centralità delle due sedute della Conferenza dei Comuni del 12 e 16 dicembre 2011, le quali da una parte scardinano ogni ipotesi di urgenza per la decisione presa, dall’altra sconfessano pienamente l’esistenza dei presupposti di fatto del silenzio-assenso, avendo anzi esse (e in particolare la prima) determinato un orientamento chiaramente espresso, fortemente contrario al piano d’ambito presentato (tanto da richiederne esplicitamente la revoca). Il terzo appunto si riferisce alla scelta effettuata all’interno del piano d’ambito della soluzione gestionale mista, giudicato non sufficientemente (in alcuni versanti per nulla) motivato, come invece le norme prescrivono. Il quarto punto evidenzia la presenza all’interno del testo relativo alla costruzione della tariffa dell’elemento della remunerazione del capitale investito, esplicitamente abolito dal secondo quesito referendario del 2011. Altro elemento di criticità in quest’ambito è il riferimento sempre nelle parti relative alla tariffa di un riferimento a normativa del 1996 dichiarata illegittima da una recente sentenza Tar”.

“ALLENANZA STORICA TRA COMUNI E COMITATO DI CITTADINI”

Il Comitato Acqua ha sottolineato l’importanza, definita “storica”, del fatto che un gruppo di sindaci abbia dato la propria disponibilità ad accogliere un comitato di cittadini entro una iniziativa importante come un ricorso del genere: “Questo gesto va esattamente nella direzione verso la quale il Comitato da anni ha cercato di incamminare la riflessione dei cittadini, degli amministratori e delle forze politiche. Cioè quella di un impegno fianco a fianco, per la difesa sostanziale dei diritti di tutti e dell’agibilità piena degli spazi e delle opzioni politiche ed amministrative, specialmente sui beni comuni. E’ dunque con gioia, pur condividendo il rammarico di dovere ricorrere ad una azione giudiziaria, che il comitato ha deciso di aderire al ricorso”.

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