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Saldi al via, ma hanno chiuso "la Saletta" e la profumeria D'Adda. A breve seguiranno "Cleofe" e "Moda Market"

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foto Sessa

Sono partiti i saldi. Il commercio spera in questa boccata d’ossigeno per aggiustare un po’ i conti dello scorso anno che sono stati un autentico disastro. A Cremona, come nel resto della regione, offerte e promozioni sono già iniziate da giorni grazie alla deroga concessa dalla Regione, in vigore per la prima volta proprio questa stagione. I saldi sono una speranza, soprattutto per i commercianti. Perchè la stagione, per l’abbigliamento ma anche per la casa, è stata una delle più nere. Negli ultimi mesi l’incertezza lavorativa che ha colpito milioni di famiglie nel nostro Paese ha certamente avuto come conseguenza principale quella di diminuire il potere d’acquisto, a questo aggiungiamo la pioggia di tasse, imposte e rincari. Secondo le previsioni  avanzate dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza però il ricavato complessivo che si riuscirà a ottenere da questa sessione di saldi invernali sarà pari a 430 milioni di euro, in linea quindi con quanto era stato raggiunto lo scorso anno. La necessità di vendere porterà sicuramente a buoni affari per chi compra.

L’inizio dell’anno ha portato però in città ad una raffica di chiusure. In corso Mazzini ha chiuso definitivamente i battenti dopo oltre 16 anni di attività, la galleria d’arte “la Saletta” di Vida. Si trattava di un piccolo scrigno dove potevi trovare quadri, specialmente dell’Ottocento, di straordinaria bellezza e richiamo. Adesso ha chiuso le serrande e sul vetro della galleria ha messo un cartello con la foto del premier Monti con una pistola in mano, alla 007, quasi ad indicare che sono state le troppe tasse del commercio a mettere in crisi il negozio d’arte. Il settore delle vendite di quadri e arredi d’arte è in crisi ovunque, come dimostrano anche i pochi affari che stanno facendo le aste online. Ha chiuso definitivamente i battenti anche la profumeria D’Adda di piazza Marconi, l’ultimo negozio sotto i portici. Sarà anche arrivato il parcheggio, il museo del violino e altro ma sotto il porticato che va in via Bell’aspa è la quarta vetrina che si spegne.

Ha annunciato la chiusura del punto vendita di Cremona anche Cleofe, il negozio di abbigliamento e accessori di viale Trento e Trieste 69. Da oggi al 12 gennaio offre un prezzo superscontato prima di abbassare le saracinesche. Dalla parte opposta dello stesso Viale, all’altezza della sede dell’Aem, chiuderà i battenti “Moda Market”. L’operatore commerciale è arrivato a offrire in regalo l’attività e la licenza, pur di non lasciare sfitto il negozio. “Vende, affitta. Regalo attività + licenza” il cartello esposto al Modamarket. Ma altri commercianti hanno rinviato la chiusura al dopo saldi.  A dimostrarlo ci sono i dati della Camera di commercio di Cremona riferiti alle iscrizioni e alle cessazioni delle attività nel periodo gennaio-settembre 2012 in città. Soffre particolarmente commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati: 11 cessazioni contro 2 iscrizioni.

Foto Francesco Sessa

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  • IMPUTATO PUGNOLI, SI ALZI E SI ACCUSI
    So bene che nessuno in Comune, sindaco, assessori, consiglieri, risponderà mai alla mia domanda (pezzo del 01 01 Comandi chi può) su come chi quando ha deciso di affidare la gestione del megalocale bar ristorante ricavato a piano terra di Palazzo dell’Arte, edificio pubblico, a un esercente, senza l’obbligatoria gara aperta a tutti; so ancora bene che la Procura non troverà mai il tempo di occuparsene; e so ancor meglio, recita la scena troppo spesso: siamo in grado di insegnare a tutti come si sviluppano commercio e turismo! che nemmeno Claudio Pugnoli, che sta per essere confermato presidente dei commercianti cremonesi, troverà il coraggio di sfidare il potente, nemmeno per difendere i diritti di eventuali colleghi interessati a gestire il megalocale.
    Questa è la Cremona dei cremonesi, buoni a mugugnare di nascosto contro il mondo, capaci si e no di dire il proprio nome in piazza. Il giovane Napoleone, appena vinta la sua prima campagna d’Italia, in un salotto di Brescia a un giovane nobile che gli si avvicinava per rivelargli: generale, gli italiani amano la Libertà! lui, che si era esposto alla mitraglia austriaca sul ponte di Lodi, rispondeva: sì, amano parlarne con le loro amiche!
    Agli amici della destra: avevamo promesso agli elettori di cancellare il clientelismo della sinistra, e invece gli abbiamo aggiunto il nostro……

    Cremona 05 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • lapedance

      Interessante quello che Lei lascia ad intendere; vuole, per cortesia, spiegare anche alle persone semplici come mè, a cosa ed a chi si riferisce? Chi è che gestirà il locale (bar-ristorante-ecc.)??. Forse qualche politico sarà nella direzione della società che opererà nel settore? Mi scusi, ma se non è chiaro rischia di essere confuso con coloro che lanciano oscuri messaggi per ottenere occhi di riguardo da parte dei potenti.