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City Hub? Una colata di cemento che sottrae aree preziose alla città

Lettera scritta da Legambiente

Egregio direttore,

Legambiente condivide la posizione manifestata nella lettera (leggila) pubblicata su Cremonaoggi il 6 gennaio da Luci sul progetto City Hub con alcune considerazioni. Di fatto questo progetto, cosiddetto strategico per l’intera comunità, si sta rivelando solo un mero strumento per dirottare risorse finanziarie da AEM al Comune. Nel merito del progetto non possiamo che essere in sintonia con Luci: una colata di cemento di dubbia qualità architettonica che prospetta soluzioni speculative utili solo per le società immobiliari e che sottrae aree preziose per la riqualificazione e il riequilibrio della Città  in termini di spazi pubblici, verde e servizi. Il punto su cui ragionare è che questa linea di comportamento è  purtroppo stata la linea ufficiale delle Amministrazioni comunali degli ultimi anni ora peggiorata nei fatti da questa Amministrazione. Lo abbiamo visto con le aree di via Postumia (la città dello sport), uno strategico comprensorio di aree pubbliche date gratuitamente ad un privato per un uso privato, e ancor prima con le varie speculazioni edilizie su aree che gli strumenti urbanistici avevano già destinato a servizi pubblici. Citiamo ad esempio la ex Solai Travi Varese di via del Sale (ma i casi di edificazione di aree intercluse sono molteplici, porta Mosa docet) cementificata in spregio a qualsiasi norma urbanistico-paesaggistica laddove le aree per standard urbanistici sono state assurdamente cedute dietro all’ex deposito Bortolotti e di fatto sono del tutto inaccessibili. Nessuno che si chieda come mai la Città è sempre più congestionata e disordinata? Non sarà perché con l’interpretazione locale delle norme sulla perequazione urbanistica si tende a concedere le edificazioni nelle aree appetibili mentre i comparti pubblici si relegano in zone ininfluenti per il corretto sviluppo urbano?  La recentissima variante al PGT per il Quartiere Incrociatello non è che l’ennesimo e ultimo esempio di questa politica distorta. Si prevede di edificare 15 case a schiera su un’area accerchiata da edifici residenziali e già destinata a verde pubblico dal vigente piano regolatore. Le aree a verde vengono così spostate in posizione confinante ad est di Corazzi, area che dista dalle nuove case circa 400 metri e non presenta collegamenti di sorta. Un bel vantaggio per l’operatore che si trova le urbanizzazioni già realizzate, ma per la futura utenza? A parte la sottrazione dell’unica area verde non edificata in zona ( e che nel piano regolatore vigente è indicata come area di perequazione strategica), i residenti saranno costretti a percorrere via Milano per 400 metri per poi ritrovarsi di fianco a  Corazzi e alla ferrovia? Anche in questo caso non sono stati considerati i fondamentali principi di rispetto ambientale e paesaggistico che vorrebbero le edificazioni ben intercalate con il verde, ma non è stato neppure rispettato il principio di operare per il bene comune e l’interesse pubblico.

Il Direttivo di Legambiente Cremona

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Commenti
  • unoqualunque

    Crisi economica, meno mutui e di conseguenza, in teoria, meno richiesta di nuove abitazioni e cemento. Insomma il mattone negli ultimi anni non è più conveniente. Nonostante questo le aziende di costruzione continuano a costruire. Certamente non con i soldi delle banche che si guardano bene di finanziare investimenti non redditizzi. Molte case finiranno sfitte e costituiranno un costo per i proprietari. Ma allora chi ci mette i soldi e da dove arrivano?

  • sandra

    Come sempre da Luci e Legambiente molta ideologia e poca materia grigia. E’ un must al quale ci dobbiamo abituare. La campagna elettorale, anche in citta ‘ , e’ gia ‘ iniziata.