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Slot e macchinette, il Comune si difende: "Abbiamo fatto molto"

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Sopra: Malvezzi, Perri e Criscuolo in conferenza stampa (foto Francesco Sessa)

Questione contrasto al gioco e al diffondersi di macchinette nei bar e sale dedicate: l’Amministrazione Perri risponde alle critiche arrivate dal Pd sulla mancata adesione al manifesto anti-slot (leggi l’articolo). Lo fa ripercorrendo in una conferenza stampa, organizzata in mattinata in Comune, le attività intraprese in questo senso negli ultimi due anni. La posizione del sindaco e del vicesindaco Carlo Malvezzi: “Non ci stiamo a passare per quelli che predicano bene e razzolano male. Firmeremo il manifesto, ma abbiamo già fatto molto ancor prima che il manifesto prendesse piede. Esponenti dell’opposizione non dovrebbero strumentalizzare un problema come quello del gioco, piaga sociale che affligge tanta povera gente”.

IL REGOLAMENTO DI CREMONA ‘CONGELATO’
E I CONTATTI TRA IL COMUNE E IL GOVERNO

Ricordato, tra le altre cose, l’iter per la realizzazione del regolamento comunale (fermo in attesa di novità legislative nazionali per non rischiare di “soccombere” in tribunale davanti a qualche privato: al momento solo lo Stato infatti può intervenire con sicurezza attraverso limitazioni o divieti oppure riconoscendo l’autonomia degli enti locali sull’argomento); allo stesso modo è stato menzionato durante l’incontro con i giornalisti il contatto avuto con il Governo per cercare di risolvere l’impasse normativa nella Capitale (concordi Malvezzi e Perri: “Il decreto Salute è stato alla fine una delusione ma Cremona ha cercato di dare il suo contributo, ha svolto un ruolo attivo“; Malvezzi: “La lettera che abbiamo inviato è stata letta direttamente dal Premier. E devo riconoscere che l’idea di scrivere a Roma è arrivata dal consigliere Soregaroli, non tutta la minoranza è uguale fortunatamente”). Perché non è stato reso noto prima questo confronto? “Non era il caso in quei giorni, come affermato anche dai funzionari governativi. Preferiamo agire piuttosto che parlare e pubblicizzare”. Sottolineato pure l’impegno del Comune con assistenti sociali preparati sul gioco (Malvezzi: “Il problema è principalmente di competenza dell’Asl, ma ci siamo attivati comunque”).

I PROVVEDIMENTI LOCALI BOCCIATI DAI TRIBUNALI
E LA SPERANZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Quasi tutti i tentativi di arginare il fenomeno con provvedimenti di enti locali sono stati bocciati dai tribunali (in alcuni casi con risarcimenti danni) ha ricordato il segretario generale Pasquale Criscuolo in conferenza stampa. Una speranza è legata all’atteso intervento della Corte costituzionale dopo che il Tar del Piemonte ha ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale promossa dall’Amministrazione di Rivoli (Torino) “nella parte in cui la normativa vigente determina la situazione di assenza di principi normativi a contrasto della ludopatia ed esclude la competenza dei comuni ad adottare specifici atti normativi e provvedimentali” (si legge nella nota ufficiale in cui sono state elencate le azioni del Comune di Cremona).

“MANIFESTO ANTI-SLOT? ADERIAMO
MA MEGLIO AGIRE CON L’ANCI
E I PARLAMENTARI LOCALI”

Aspettando la Corte costituzionale e magari un intervento del Governo che verrà, l’Amministrazione cittadina, ha infine confermato Malvezzi, è pronta a intraprendere un percorso condiviso con altre città (partendo ad esempio proprio dal regolamento concepito all’ombra del Torrazzo). Entrano così in gioco i sindaci il manifesto anti-slot? Non proprio, o almeno non solamente. Malvezzi: “Il manifesto lo firmiamo e aderiamo, è sempre un qualcosa in più. Noi ci eravamo già attivati con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e quella è secondo noi la strada principale da seguire. Bisogna muoversi anche appoggiandosi ai parlamentari locali”.

Michele Ferro


L’ELENCO DELLE AZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE PERRI
DIRAMATO DA PALAZZO COMUNALE

ITER AMMINISTRATIVO RELATIVO ALLE AZIONI INTRAPPRESE DAL COMUNE DI CREMONA A CONTRASTO DELLA DIFFUSIONE DI SALE GIOCHI SUL TERRITORIO COMUNALE

1)    Febbraio 2011 valutazione da parte dell’Amministrazione della fattibilità di emanazione di ordinanze sindacali volte a limitare il fenomeno della ludopatia a seguito di iniziative promosse da Consiglieri di Maggioranza ed in particolare dal Consigliere Padovani
2)    19/03/2012 ODG approvato dal Consiglio Comunale al fine di stimolare azioni di contrasto al proliferare delle sale da gioco
3)    Deliberazione di Giunta Comunale n. 59 del 29/03/2012  con la quale si dava mandato agli “uffici comunali di verificare, nelle more, di un auspicato intervento del legislatore, la fattibilità di una specifica regolamentazione per disciplinare le aperture e l’esercizio delle sale giochi….”
4)    30/03/2012 invio di lettera al Ministro degli Interni al Ministro dello Sviluppo Economico e al Presidente dell’ANCI con la quale si auspica un “rapido intervento di regolamentazione della materia del gioco pubblico che faccia prevalere il primario interesse comune della  salute
5)    16/05/2012 comunicazione alla Giunta in ordine all’esito dei lavori in merito alla fattibilità di specifica regolamentazione relativa alla disciplina dell’apertura dell’esercizio di sale giochi
6)    26/06/2012 presentazione della bozza di regolamento comunale per l’apertura e la gestione delle sale giochi alla Commissione Bilancio e Sviluppo Economico con richiesta  ai Commissari di far pervenire eventuali osservazioni ed emendamenti al regolamento proposto (nei termini assegnati non è pervenuta alcuna segnalazione)
7)    26/09/2012 seduta della Commissione Bilancio nella quale si decide all’unanimità di rinviare l’approvazione del regolamento e di interessare direttamente il Governo in considerazione del fatto che il decreto Balduzzi era in fase di conversione, sollecitando provvedimenti risolutivi alla luce dei maturati orientamenti giurisprudenziali sfavorevoli all’intervento normativo e regolamentare da parte dei comuni
8)     3/10/2012 viene inoltrata una nota di sensibilizzazione sulla problematica al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente dell’ANCI Nazionale con richiesta di intervento legislativo urgente. La stessa nota viene inviata per conoscenza  ai Parlamentari locali.
9)     3/10/2012 pubblicazione sul sito dell’ANCI Nazionale dell’iniziativa intrapresa dal comune di Cremona.
10)   18/10/2012 il Dipartimento Affari Legislativi del Ministro Riccardi, su richiesta del Ministro condivisa con il Presidente del Consiglio dei Ministri, richiede al Comune di Cremona documentazione inerente atti e provvedimenti citati nella nota del 3/10/2012 essendo in itinere la conversione del decreto legge Balduzzi che già conteneva alcune disposizioni (poco incisive peraltro)  in materia di azioni di contrasto al fenomeno della ludopatia. La richiesta viene tempestivamente evasa tanto che nella stessa giornata il Capo del Dipartimento ringrazia  con nota e-mail il Comune per la pronta e preziosa collaborazione
11)    Al momento il quadro di riferimento normativo giurisprudenziale non risulta mutato nonostante le azioni intraprese dal Comune di Cremona, dall’ANCI Nazionale e dall’ANCI Regionale.
12)    Sostegno pubblico all’iniziativa della Signora Monica Pavesi.
13)    Il Comune di Cremona da circa tre anni forma in maniera mirata assistenti sociali in accordo con il locale SERT al fine di poter porre in essere azioni di sostegno ai soggetti dipendenti dal gioco.
14)   Si rimane in attesa di intervento della Corte Costituzionale a seguito di richiesta  della Sezione Regionale del TAR Piemonte che ha ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale promossa dal Comune di Rivoli (TO) nella parte in cui la normativa vigente determina la situazione  di assenza di principi normativi a contrasto della ludopatia  ed esclude la competenza dei comuni ad adottare specifici atti normativi e provvedimentali.

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Commenti
  • carlos

    “Abbiamo fatto molto…”

    2) 19/03/2012 ODG approvato dal Consiglio Comunale al fine di stimolare azioni di contrasto al proliferare delle sale da gioco

    Mi piacerebbe sapere quali sono stati le effettive azioni di stimolo al contrasto della proloferazione di sale giochi dal 19 marzo 2012 intraprese dall’Amministrazione Comunale.
    Forse mi è sfuggito qualcosa….ma non ho trovato alcuna notizia in merito sul vostro quotidiano online, e nemmeno su La Provincia e nemmeno su Il Piccolo

    • Mammolo

      Nemmemo io, ma forse non è che siamo stati poco attenti a cercare???

      • PiovonoPietre

        mi sembra che i Comuni abbiano le mani legate dalla lobby dei videopoker; qualsiasi atto venga assunto … zaac… scatta un bel ricorso al Tar… e buonanotte ai giocatori.

        • carlos

          Sicuramente molto dipende da come sono state strutturate le concessioni rilasciate dal Governo, ma ciò non toglie che nel sistema gestionale delle amministrazioni (ma anche in altri settori) da molto tempo, si pensa solo “dopo” a come intervenire e non prima.
          Sapendo che il gioco nei strati deboli della società è una piaga, da sempre, sta in primis alla coscienza dei gestori dei locali dire no o darsi dei limiti, ma sappiamo che ciò non avviene, per faciloneria, per falsa paura di perdere un cliente, per falsa illusione di guadagnare qualche euro in più. Solo per i soldi, perchè con i soldi ci si lava anche la coscienza.
          Anche le amministrazioni, con le loro politiche assai poco lungimiranti, se anche non possono rifiutare una licenza, è altrettanto chiaro che adottando un certo tipo di misure possono contrastare la nascita incontrollata di certe attività.
          E’ proprio di questa mattina la notizia:
          Eurispes, i bambini ai tempi della crisi tra alcol, gioco d’azzardo e video erotici.
          L’indagine conoscitiva sulla condizione dei minori in Italia 2012, svolta insieme a Telefono Azzurro, rivela un aumento di bullismo online, fenomeni di sexting e scommesse. I problemi economici delle famiglie cambiano i rapporti interni: figli più depressi, soli e dipendenti dalla rete.
          Il 64% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni bevono alcolici.
          E sapendo tutto ciò, non pensi che chi ha il compito di amministrare una città si debba fermare un attimo a riflettere?