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La diga di Crotta fa discutere, interessata l'Autorità di bacino

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In merito alla centrale idroelettrica che dovrebbe sorgere sul fiume Adda, in prossimità del “salto” tra Castelnuovo Bocca d’Adda e Crotta d’Adda, il sindaco pro tempore di Crotta, Renato Gerevini, ha formalmente chiesto a tutti gli Enti interessati, Provincia di Lodi in primis, di sospendere la convocazione della Conferenza dei Servizi sino a che non sia stato acquisito il competente parere dell’Autorità di Bacino che verte su argomenti cardine: la verifica di compatibilità rispetto agli obbiettivi di qualità ambientale previsti nel piano di gestione del Distretto Idrografico elaborato ai sensi della Direttiva Quadro Acque; congruenza col progetto Life Conflupo Scala di risalita di Isola Serafini; eventuali Interferenze con la derivazione acqua pubblica ad uso idroelettrico sul fiume Adda in comune di Castelnuovo Bocca d’Adda (Lo) presentato dalla società VIS srl, impatto su SIC e ZPS “Spiaggioni di Spinadesco”. Secondo il Comune di Crotta d’Adda, in un primo momento escluso dalla procedura autorizzativa, e solo recentemente coinvolto, in seguito a formale richiesta del Sindaco stesso, ogni aspetto ambientale necessita di adeguata istruttoria per limitare al massimo eventuali impatti negativi sul territorio, soprattutto in merito alla vocazione agricola dei terreni che potrebbero essere danneggiati da un innalzamento della falda. Anche Giuseppe Torchio, Consigliere Provinciale della Lista Civica, ha nei giorni scorsi espresso le proprie perplessità in merito all’iter autorizzatorio.

Torchio si è poi interessato in prima persona presso l’Autorità di Bacino (di cui coordina il Comitato di Consultazione), dove ha constatato l’esclusione dall’iter, nonostante le indiscusse competenze ambientali. Egli ha ribadito che le necessità del territorio devono essere considerate “qui e subito”, sia sul piano della trasparenza delle procedure che dell’ascolto di tutti i portatori d’interessi, sia di coinvolgimento di tutti gli Enti interessati. Secondo Torchio, dopo due conferenze di servizi, la prima nel 2011 e la seconda lo scorso anno, “viene in trattazione la questione della nuova centrale da realizzarsi in prossimità del “salto” tra Castelnuovo Bocca d’Adda e Crotta d’Adda e pare che la metodologia finora abbia ricalcato i non edificanti precedenti, anche in termini di correttezza di rapporti tra amministrazioni che, negli ultimi tempi, si erano promesse pubblicamente ‘eterno amore’ “. “Difficile non ricordare la questione della centrale Sorgenia di Bertonico,dove gli Amministratori laudensi definirono tutte le intese ed anche le cospicue cosiddette compensazioni ambientali e le relative ricadute economiche a prescindere dai nostri interessi territoriali.  – continua ancora Giuseppe Torchio – I nostri Sindaci dovettero minacciare il ricorso ad azioni legali, convocare assemblee sempre più inviperite per un “modus operandi” del tutto irrispettoso delle nostre ragioni e delle legittime attese dei comuni cremonesi. Si dette vita ad una estenuante trattativa nel corso della quale Sorgenia si giustificò dicendo “abbiamo già dato” ed alla fine ci accontentammo delle briciole”. “Ancora peggio i rapporti col piacentino se si giudica come è andata la vicenda della centrale nucleare di Caorso che ha portato benefici di circa 40-50 milioni a quel comune ed alla provincia di Piacenza ma nemmeno un centesimo ai comuni ed agli enti cremonesi, pur avendo sostenuto ingenti investimenti per la realizzazione di centri di decontaminazione, di protezione civile e di prevenzione. Se questi sono i precedenti rispetto alle questioni energetiche non possiamo dimenticare la stessa vicenda delle compensazioni per l’impianto idroelettrico di Isola Serafini che ha visto gli Enti Locali ricorrere, in più occasioni, alle vie legali per il riconoscimento delle intese, a suo tempo concordate”.

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