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A Cremona boom di reati tributari, preoccupa l'evasione

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Cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2013 al Palagiustizia Zanardelli di Brescia. Dopo l’inno d’Italia, ha preso la parola la presidente della corte d’appello Graziana Campanato che nella sua relazione ha tracciato l’andamento dei reati, per la maggior parte in calo in tutto il distretto (Brescia, Bergamo, Crema, Cremona e Mantova).

I REATI A CREMONA (dati riferiti al periodo compreso tra il primo luglio del 2011 e il 30 giugno del 2012)
A Cremona una forte ascesa si registra nei dati numerici concernenti i reati tributari, passati da 87 del periodo precedente a 108 dell’anno scorso. A dimostrazione da un lato della vastità del fenomeno dell’evasione fiscale, e dall’altro dell’azione di contrasto posta in essere dalle forze dell’ordine, e in particolare dalla guardia di finanza.
In aumento a Cremona anche i reati informatici, passati da 2 a 7.
Rapine: i delitti riguardanti procedimenti a carico di persone note sono passati da 39 a 36, mentre quelli a carico di ignoti da 33 a 37.
Estorsioni: i procedimenti a carico di persone note sono passati da 18 a 16, mentre quelli a carico di ignoti da 2 a 4.
Furti: i reati scoperti sono passati da 480 a 261, mentre quelli nei quali l’autore è ignoto da 999 a 634.
In forte flessione i reati di stalking: da 43 del periodo precedente si è passati a 22 accertati nel 2012.
In aumento, infine, gli omicidi colposi in violazione delle norme della circolazione stradale, passati da 16 a 21.

ALLARME MAFIA IN LOMBARDIA E PREOCCUPAZIONE PER I REATI DI VIOLENZA DOMESTICA

Durante il suo intervento, la presidente Campanato ha analizzato con preoccupazione i temi riguardanti la criminalità organizzata. “Tutta la Lombardia, non lo possiamo negare”, ha detto, “è ormai in mano a tutti i gruppi mafiosi. E i reati che vengono percepiti meno dalla cittadinanza, ma che sono sintomatici di un malessere del vivere civile, sono quelli che vengono governati proprio dalla criminalità organizzata”.
“Sono reati”, ha specificato, “che riguardano la corruzione, la concussione, la frode comunitaria, i processi informatici. Sono reati che, francamente, mi danno preoccupazione. Per citarne uno, voglio sottolineare il commercio illegale di rifiuti”. “In questo territorio”, ha ricordato la presidente, “risulta che il sottofondo delle nostre strade è formato con rifiuti che sono altamente tossici. Non sono reati che vanno a colpire solo determinati settori, incidono sulla nostra salute, sulla nostra vita, sono tanto e più gravi di quelli contro il patrimonio”.
Dell’ombra della mafia ha parlato anche  Guido Papalia, procuratore generale della corte d’appello di Brescia, che ha toccato anche il tema della violenza domestica, “un reato che sta assumendo contorni molto preoccupanti”. “Le donne, invece, devono essere tutelate”, ha detto Papalia, “perché la loro presenza attiva in tutti gli ambienti è necessaria come stimolo per il progresso della società”.

IL TEMA DELL’ACCORPAMENTO DI CREMA CON CREMONA: NELLA PIANTA ORGANICA IL MINISTERO HA INDICATO 19 GIUDICI, MA CI SI BATTE PER AVERNE 20. IL PRESIDENTE PIO MASSA: “OGNI MAGISTRATO AVRA’ LA PROPRIA SPECIALIZZAZIONE E I SERVIZI SARANNO PIU’ EFFICIENTI”

Il presidente Pio Massa

La presidente della corte d’appello ha anche parlato della questione dell’accorpamento del tribunale di Crema a quello di Cremona.
Un argomento “caldo” su cui è intervenuto anche il presidente ad interim del tribunale di Cremona Pio Massa.
“Nella riorganizzazione degli uffici giudiziari italiani”, ha spiegato Massa, “il ministero ha indicato 19 giudici da inserire nella pianta organica del futuro tribunale di Cremona”. “Un dato già positivo”, ha commentato, “anche se il numero adeguato è di 20”. La proposta di avere 20 magistrati (più altri 7 in procura), presentata dallo stesso Massa insieme al consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cremona, è stata vagliata ed accolta proprio questa mattina durante una riunione del consiglio giudiziario territoriale. Ora bisognerà attendere il pronunciamento definitivo. “In questo modo”, ha spiegato il presidente, “il tribunale non sarà più promiscuo, ma ogni magistrato avrà la propria specializzazione. Di conseguenza i servizi ai cittadini saranno più efficienti”. Sull’accorpamento, la presidente Campanato ha ricordato che “poiché agli uffici accorpanti è destinato solo il 50% delle forze lavoro di quelli soppressi, ci sarà una ridistribuzione del restante 50% di magistrati e del personale agli altri uffici del distretto”.

Nel frattempo, mentre si attende il “trasloco” dei giudici cremaschi, i magistrati di Cremona devono spostarsi a Crema. “Un aiuto”, ha spiegato Massa, “che andrà avanti fino a settembre”. Ad oggi in servizio presso il tribunale di Crema ci sono cinque giudici, due dei quali assenti per maternità. Da Cremona, a turno, una volta alla settimana vanno in trasferta a Crema i giudici Pierpaolo Beluzzi, Francesco Sora, Letizia Platè e Alessandra Medea Marucchi.

L’INTERVENTO DI ERMETE AIELLO, PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CREMA, CONTRARIO ALL’ACCORPAMENTO

L'avvocato Ermete Aiello

A ribadire invece la propria posizione contraria all’accorpamento è stato Ermete Aiello, presidente dell’Ordine degli avvocati di Crema. “Questa forse sarà l’ultima volta che l’Ordine di Crema partecipa all’anno giudiziario”. “Un intervento, il mio”, ha spiegato Aiello, “che non può e non vuole essere formale. Lo faccio come portavoce non solo dei 250 avvocati iscritti e dei molti cittadini, ma anche come erede, perché il tribunale di Crema ha 216 anni di vita. E’ nato nel 1797”. “La mia proposta di ampliamento”, ha continuato Aiello, “è rimasta inascoltata. Il ministero ci aveva sbandierato che avremmo dovuto raggiungere il numero di 20 magistrati, mentre ora sulla carta ci dicono 19. Dei cinque giudici di Crema, solo due, forse, andranno a Cremona. E’ una beffa”. “Abbiamo bisogno di una riforma seria”, ha ribadito, “non di una riforma che noi consideriamo illogica, irrazionale e autoritaria perché è stata imposta dall’alto per esigenze non meglio identificate di carattere organizzativo ed economico che cozzano con la realtà”. “L’amministrazione della giustizia”, ha concluso, “non si esercita più nel nome del popolo italiano, ma si usurpa in modo maldestro il nome del popolo italiano”.

LA SITUAZIONE CARCERARIA DI CREMONA

Altro tema trattato nella relazione della presidente Campanato, quello della situazione penitenziaria. “Nella casa circondariale di Cremona”, si legge nella relazione, “di fronte ad una capienza di 354 persone, ne sono presenti 390 (354 l’anno precedente) con un modesto sovraffollamento. E’ imminente l’apertura di un nuovo padiglione della casa circondariale che raddoppierà la capienza dell’istituto”. Il nuovo padiglione di Cremona (196 posti), insieme a quelli di Pavia e Voghera saranno anche utilizzati per accogliere i detenuti provenienti dalle carceri lombarde più congestionate, come ad esempio San Vittore a Milano e Canton Mombello a Brescia.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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