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Stagnaro e Gugliemetti, le proposte di "Fare per fermare il declino": ridurre debito e tasse, favorire la concorrenza

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Palazzo Cattaneo ha ospitato venerdì 25 la conferenza stampa di FARE per Fermare il Declino con Carlo Stagnaro, uno dei fondatori del movimento, e Romina Guglielmetti, capolista alla Camera per la nostra circoscrizione. Con loro il coordinatore cittadino Francesco Pietrogrande e Simone Bini candidato alle regionali.

Carlo Stagnaro ha voluto soffermarsi su alcune delle proposte presentate dal movimento, in particolare sulla riduzione del debito, tasse e concorrenza. Il livello elevatissimo di debito pubblico è frutto degli errori del passato e ogni anno il nostro Paese paga milioni di euro di interessi. Per riportarlo  sotto la soglia del 100% rispetto al PIL , i soldi si devono e si possono prendere dalle dismissioni dello Stato. Inoltre, Fare per Fermare il declino è deciso nel tagliare l’IRAP e l’IMU agricola riducendo la pressione fiscale di almeno 5 punti in cinque anni. Ciò permetterebbe anche di creare nuovi posti di lavoro. Altro intervento importante è quello sui tagli della spesa pubblica, in particolare sui costi della politica che hanno raggiunto la cifra di 10 miliardi/anno. Meno parlamentari, stipendi più bassi, limiti ai mandati, in linea con quelli degli altri stati europei. Ma anche dare il via alle privatizzazioni favorendo la concorrenza nei trasporti, nell’energia, nelle poste e telecomunicazioni, per abbassare le spese e migliorare i servizi alla popolazione. La liberalizzazione deve arrivare anche nelle professioni. Per la crescita occorre non disperdere ricchezza in sussidi alle imprese inefficienti, ma chi perde il posto deve essere sostenuto economicamente e riqualificato a spese dello Stato con l’obiettivo di trovare un’altra occupazione. Il sistema pensionistico va rivisto: rappresenta il 14% del PIL, contro il 10% di altri paesi europei. In parte la riforma Fornero ha iniziato questo processo, ma non completamente e occorre anche ridurre le pensioni d’oro riportandole a livelli più bassi  Che senso hanno – solo per fare un esempio – 31.000 euro di pensione al mese all’ex ministro Amato? L’inefficienza che spesso si ritrova nella Pubblica Amministrazione è frutto di una disorganizzazione del lavoro, dove non esistono meccanismi di merito in funzione degli obiettivi. Sulle liberalizzazioni un capitolo importante è quello del trasporto al di fuori dei grandi percorsi, non c’è concorrenza e il cittadino subisce passivamente tutti i disservizi e i ritardi che gravano soprattutto sui pendolari.

Romina Guglielmetti è intervenuta su altri punti del manifesto del movimento. Il federalismo che deve essere trasparente per un controllo effettivo da parte dei cittadini su come vengono spesi i loro soldi. Per i giovani e le donne, argomento della serata con la stessa Guglielmetti, il mercato del lavoro va riformato per togliere le barriere all’ingresso e le discriminazioni. Detassazione per tre anni per coloro che assumono giovani. Reintroduzione dell’apprendistato valorizzando i mestieri che da noi si stanno perdendo ma sono molto apprezzati all’estero. Per il nostro territorio l’agricoltura ha un ruolo importante e non è giusto tassare gli edifici rurali come fossero normali abitazioni. Il movimento Fare per fermare il declino si presenta da solo alle prossime elezioni, i candidati, persone della società civile, hanno sottoscritto un codice etico con l’impegno di non superare i 2 mandati legislativi. L’obiettivo è quello di impegnarsi sul territorio e rappresentare le istanze dei cittadini. Purtroppo i media non aiutano a rendere visibile il movimento, ma tutti i candidati sia alla Regione sia la Parlamento sono vicini alla gente.

Infine, sul voto cosiddetto inutile ai piccoli partiti, come dicono i grandi del PDL e del PD, la Guglielmetti ha sottolineato che votare ancora quelle coalizioni significa mantenere il consenso alla casta che ha governato fino ad oggi portandoci a questo stato di grave declino morale, sociale ed economico.

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Commenti
  • Matteo

    Ma quindi volete privatizzare tutte quelle cose che i nostri padri e nonni hanno lottato per anni come l’acqua, la scuola, la sanità, i trasporti, la rete energetica? E’ sempre stato utile privatizzare? Non c’è un conflitto d’interesse ad esempio nell’acqua dove il comune è azionista e allo stesso tempo cliente, dove se l’azienda che controlla l’acqua diminuisce il fatturato del 30%, viene compensato con un aumento del 30% sulle bollette dei cittadini? Il caso ad esempio delle ferrovie, caso più eclatante trenord, aziende private che sono in attivo da quattro anni, ma che tagliano nei servizi, con numerosi ritardi e cancellazioni. In questo articolo non parlate di alcuni tagli ai costi della politica come l’abolizione dei vitalizi e dei rimborsi elettorali, dell’abolizione delle province, etc, qual è la vostra posizione? I tagli alla politica e le privatizzazioni pensate che saranno sufficienti a sanare il debito? 98 Miliardi di evasione dai concessionari delle slot machine non ci avete fatto un pensierino? 3,9 miliardi ad una spa come la banca mps per non farla fallire, ma le banche non possono fallire e le aziende si, nonostante siano entrambe due spa? Sono completamente opposto alle vostre idee di privatizzazione, diciamo che sono un conservatore, ma soprattutto voglio rispettare le lotte dei nostri avi e soprattutto l’esito dei referendum! Ah si e le spese militari? 600 milioni la guerra in afghanistan, f35, sommergibili, logistica per la guerra in mali, privilegi delle alte cariche dell’esercito, stipendio dei militari, etc etc. La tocchiamo o no la casta militare? Grazie per l’attenzione e spero che mi rispondiate in modo completo e non superficiale.

  • Caro Matteo,
    Nel tuo commento ai toccato moltissimi punti, mancava solo la parte sull’etica e lo stato laico e avremmo avuto piu’ o meno il 90% dei problemi del paese. Come tu stesso ammetti, la tua visione e’ un filo conservatrice ma chiaramente dai voce a preoccupazioni concrete. Senza voler sottrarmi ai singoli punti, una prima generale risposta e’ la seguente: il baraccone statale non e’ in grado di gestire, da tempo, delle complesse realta’ economiche! Lo sapevi che Finlombarda, capitalizzata per 50mln€, possiede l’11% di Fiumicino?? Un fondo cosi potrebbe essere benissimo privatizzato! Senza toccare la scuola ad esempio. Trasporti: privatizzare qua vorrebbe dire il mantenimento della rete ferroviaria da parte dello stato, ma liberalizzare il trasporto lasciando che aziende private offrano servizi quindi nuovi treni, prezzi dei biglietti competitivi e caccia al cliente!! Questo secondo te non e’ un bene per tutti che preserva il lavoro fatto dai nostri avi? Noi di FARE siamo persone normali come te, che non pensavano di entrare in politica ma delusi (a destra, a sinistra, al centro) da troppi anni di politica vecchio stile hanno unito i cervelli e vogliono cambiare le cose. Per farlo abbiamo ragionato cosi si puo’ fare SUBITO e RAPIDAMENTE senza andare a fare voli pindarici su costituzione e maxi-riforme ma piccoli interventi concreti che, messi tutti insieme, potranno abbattare il debito pubblico. Facciamo ripartire l’economia prima, il carrozzone poi lo aggiustiamo tutti con il tempo, e magari alle prossime elezioni io torno a fare il mio lavoro e te ti candidi e sistemi la parte militare? Perdonami la franchezza ma e’ cosi che la stiamo vivendo noi di FARE, con concreta serieta’ e idee nuove. Ti invito a visitare http://www.fare2013.it dove il nostro programma e’ spiegato nei massimi possibili dettagli e dove troverai molte risposte ai tuoi quesiti.
    Grazie del commento
    Simone Bini

    • Matteo

      Grazie per il commento, sono andato subito a leggere il punto del programma che mi interessava: la privatizzazione dei trasporti. Da pendolare ti posso dire che trenord è un’azienda privata che da quattro anni ha agito solo a scopo di lucro, a scapito del servizio offerto. Non è stata una buona idea privatizzare il trasporto in questo caso! Risolvendo la questione Finlombarda, si trarrebbero solo pochi spiccioli (diverse decine di milioni di euro son pochi). Privatizzandola, son sicuro che per recuperare la cifra spesa, si agirebbe con tagli al personale e con servizi meno efficienti. Siete troppo incentrati sulla questione debito per risolvere tutto il resto, ma finchè rimaniamo nell’euro, senza una sovranità monetaria, non possiamo attuare quegli antichi principi keynesiani tanto cari alla ripresa economica. Forse non vi siete ancora resi conto che la crescita toglie posti di lavoro. Basta guardare la Germania: ha raddoppiato la produzione ma sono stati persi il 15% dei posti di lavoro. Bisogna ridiscutere cos’è il lavoro, quante ora bisogna lavorare, cosa produrre, quando e come andare in pensione, etc etc. Il capitalismo è fallito, il comunismo ed il fascismo (in senso economico) si sono estinti molto prima, dobbiamo quindi trovare trovare un nuovo modello economico che abbia al centro la persona e non il denaro.

  • kunta

    X MATTEO:

    “Il capitalismo è fallito, il comunismo ed il fascismo (in senso economico) si sono estinti molto prima, dobbiamo quindi trovare trovare un nuovo modello economico che abbia al centro la persona e non il denaro”

    La frase è molto bella, ma è alla società reale a cui dobbiamo guardare non al mondo delle favole.
    chi l’ha detto che il capitalismo non mette al centro la persona?
    tutti i regimi hanno finalità nobili.
    Anche il comunismo li ha, anche se la storia ha dimostrato che i mezzi per ottenere i fini hanno avuto effetti drammatici.
    Anche la democrazia, che è a tutti gli effetti un regime, ha un senso etimologico ben chiaro…
    il problema, per tornare con i piedi per terra, è l’attuazione delle politiche da parte dei governi: politiche sociali, industriali, economiche, assistenziali, ecc.
    ciò che condivido di Giannino (sono un suo radioascoltatore da anni) è l’idea chiara su alcuni concetti chiave in campo economico.
    Alcuni condivisibili, altri un po’ meno…ma è una persona nuova, con idee radicalmente nuove e che pensa al ‘fare’ e non al ‘combinare’ classico dei partiti classici destra-centro-sininstra, di cui ho il rigetto.
    sentire parlare ancora oggi i vari Berlusconi, Bersani, Casini è veramente imbarazzante.
    e chi se ne frega se il voto verrà disperso: dare ancora una volta fiducia a questa classe dirigente che ci ha portato alla quasi rovina totale è assurdo.
    Ci vuole un cambiamento radicale: confido che il nuovo che avanza tagli i cordoni ombelicali a quelle balene sempre grasse che sono i partiti tradizionali…

  • X KUNTA: Grazie del contributo.