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A Cremona cresce il rischio insolvenza tra le imprese

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A fine dicembre 2012 il 7,45% delle imprese di Cremona presentava un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, mentre un altro 44,03% si caratterizzava per una rischiosità media. Solo nel 10,81% dei casi si osservava una rischiosità bassa e per il restante 37,71% del totale, medio – bassa.

È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da Cribis D&B, società del Gruppo Crif specializzata nelle business information, che analizza il grado di affidabilità delle imprese italiane e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori, con la conseguente probabilità di generare insoluti commerciali nei 12 mesi successivi.

Il trend mostra un netto peggioramento negli ultimi 5 anni. La percentuale di aziende cremonesi ad alto rischio è passata dal 4,78% di dicembre 2008 al 7,45% di dicembre 2012. Nello stesso periodo, la percentuale di imprese con rischiosità bassa è calata dal 12,66% di dicembre 2008 al 10,81% di dicembre 2012.

Tra le province lombarde, Cremona ottiene comunque un buon quarto posto tra le province più affidabili. Nella classifica, Milano evidenzia la concentrazione più alta di imprese a rischiosità elevata, pari al 12,63% del totale, superiore alla media nazionale. Seguono Lodi (10,28%), Pavia 9,26%), Varese (9,40%), Monza e Brianza (9,35%), Como (8,41%), Brescia (8,05%), Bergamo (7,75%), Cremona (7,45%), Lecco (6,80%), Mantova (6,25%) e, infine, Sondrio (4,28%), che si conferma la provincia con il livello più contenuto di imprese potenzialmente molto rischiose dal punto di vista commerciale.

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