Cronaca
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Il grillino cremonese alla Camera: 'Stanno spaventando la gente: l'ingovernabilità può essere un bene'

Danilo Toninelli (foto Sessa)

E’ il vero vincitore di queste elezioni. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è arrivato a numeri che pochi si aspettavano. La crescita del “fenomeno grillino”, certificato settimana dopo settimana da diversi sondaggisti, era sotto gli occhi di tutti. Ma il risultato effettivamente raggiunto da quello che gli attivisti definiscono un non-partito è stato un duro colpo per le formazioni politiche tradizionali. In Italia, alle politiche, i 5 Stelle hanno superato il 25%, alle regionali lombarde sono arrivati al 13%. In provincia hanno raccolto il 19,5% (41.665 voti) per la Camera e il 17,2% (34.264 voti) per il Senato. Nella città di Cremona sfiorato il 21% (8755 voti) per la Camera e hanno guadagnato il 18,3% (7270 voti) per il Senato, superando il Pdl nel primo caso e piazzandosi di poco dietro per Palazzo Madama. Per le regionali, sul territorio provinciale (30.392 voti) e nel capoluogo (6.244 voti) i “grillini” hanno poi ottenuto circa il 15%. Per la corsa al Pirellone del 2010 si erano fermati al 2,7% (3.613 voti) in provincia e al 3,6% (978 voti) a Cremona città. Un boom nel giro di pochi anni.

A commentare il risultato del Movimento 5 Stelle, è il neo parlamentare, Danilo Toninelli, cremasco di 38 anni, impiegato, laureato in giurisprudenza. Grillino dalla prima ora, ha partecipato all’organizzazione di due campagne elettorali in cui è stato anche candidato alle Regionali Lombarde del 2010 per la provincia di Cremona e alle comunali di Crema del 2012. Tirati per la giacca da Pierluigi Bersani, i grillini si sono divisi tra fiducia sì e fiducia no. Soprattutto dopo il no secco del leader Beppe Grillo che ha definito Bersani “un morto che cammina”.

Domanda scontata: fiducia a Bersani sì o Bersani no?

“Non sono io a doverlo dire. E’ una domanda a cui non posso rispondere”.

Ma sarà in parlamento e dovrà votare..

“Ad oggi non ci sono gli elementi necessari per decidere. Noi ci basiamo sulle proposte che ad oggi non ci sono, e comunque non posso rispondere perchè è il gruppo che deve decidere insieme. Stanno spaventando la gente con questa ingovernabilità, ma potrebbe essere anche un bene. Questo potrebbe essere un governo breve ma ricordato per avere fatto le riforme necessarie. Poi allora a votare il Movimento 5 Stelle arriveranno anche quelli che non l’hanno fatto ora. Il cambio di mentalità degli italiani c’è”.

Si aspettava questa crescita del Movimento e soprattutto di essere eletto?

“La crescita sì, le scorse elezioni già avevamo raggiunto il 10%. A livello regionale sapevamo di perdere rispetto al nazionale, perché tanti che hanno votato il Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, in Regione hanno votato Ambrosoli, per cercare di evitare una vittoria di Maroni. Comunque abbiamo avuto dei risultati straordinari frutto di un duro lavoro, di un impegno costante. Non nascondo che mi aspettassi di essere eletto. E se lo aspettavano soprattutto gli altri”

Quando è entrato nel Movimento?

“Fin dall’inizio. Il Movimento è nato nell’ottobre del 2009, io ho iniziato con la campagna elettorale nel novembre 2009. E il mio risultato è l’effetto di un impegno costante a tutti i livelli. Non l’ho fatto per arrivare qui, ma per portare il cambiamento in provincia e in Italia. E il risultato c’è stato anche se la provincia di Cremona è conservatrice e noi siamo un movimento nuovo che usa i nuovi mezzi, come internet perché non abbiamo fondi e ci autofinanziamo”.

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