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La Provincia batte cassa allo Stato Viminale in debito per 5,5 milioni di euro

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Stato padre ingrato nei confronti delle Province. Ammonta ad oltre 5,5 milioni il debito che il Ministero degli Interni ha nei confronti dell’amministrazione provinciale di Cremona, una cifra dovuta ai mancati trasferimenti erariali per il periodo che va dal 1999 al 2004. Il Bilancio della Provincia è già provato da diminuzioni di budget considerevoli da due anni a questa parte, tali da rendere sempre più difficoltosa l’azione amministrativa (lo ha più volte ricordato il presidente Salini). Oggi si scopre che anche una delle poche entrate proprie dell’ente, di fatto, non è non è mai arrivata nelle casse di corso Vittorio Emanuele. Si tratta della percentuale sulla responsabilità civile delle assicurazioni auto, relativa agli anni 1999 e 2000, per 55.855 euro che adesso, insieme ad altri voci, la Giunta ha deciso di richiedere allo Stato attraverso un’azione giudiziale.
Se ne è parlato nell’ultima Giunta, durante la quale è stata votata appunto l’azione legale, per la quale verrà individuato uno studio legale.
Oltre all’Rc auto, il grosso del debito (2 milioni 834 mila euro) deriva dal saldo della compartecipazione all’Irpef relativo al 2004; mentre 2 milioni 701mila euro sono dovuti come contributi ordinari e finalizzati a sviluppo investimenti per gli anni 1999 -2004. Il Ministero degli Interni non aveva erogato le somme a causa di disposizioni di legge riguardanti le giacenze di cassa: quei soldi sarebbero stati erogati solo al raggiungimento di determinati limiti di giacenza e liquidità nelle tesorerie. Questa disposizione legislativa è venuta meno già dal 2008 e da allora la Provincia, come molti altri enti nelle stesse condizioni, ha ripetutamente sollecitato il ministero a saldare il debito. Da ultimo, lo ha fatto ad inizio febbraio, spinta anche dalla complicata situazione congiunturale che pregiudica le attività proprie dell’ente. Rimasta inevasa quest’ultima richiesta si è decisa l’azione legale. Cremona non sarà certamente l’unica a farlo: la Corte dei Conti  e in particolare la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, ha quantificato in circa 3,1 miliardi di euro il debito dello Stato nei confronti di Comuni e Province, per trasferimenti dovuti e mai erogati, soldi su cui gli enti locali hanno redatto i loro bilanci di previsione e i rendiconti finali. Ricordiamo, tra i settori di intervento della Provincia, i trasporti e la manutenzione delle strade; lavoro, ammortizzatori sociali e inserimento / tutela disabili; istruzione. Ora la situazione è diventata insostenibile. Di qui l’accelerazione in direzione del recupero del credito.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Enrico

    Noto con piacere che in questo articolo a firma g.b. non mi sembra ci siano rilevanti errori di battitura o grammaticali.

  • Miki

    Adesso capiamo perchè vogliono eliminare le Province, chi non farebbe fuori i creditori?

  • Gianni

    Ma non sarà un’iniziativa per far lavorare qualche studio legale amico del presidente Salini?
    Ai posteri l’ardua sentenza!