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Sempre più vuoti i grandi contenitori degli uffici pubblici

provveditorato

foto Sessa

Si svuotano i grandi contenitori  degli uffici pubblici, simboli di uno Stato che ormai da anni ha avviato una drastica cura dimagrante nelle sue sedi periferiche. Difesa, istruzione, opere pubbliche: sono alcuni delle “macro funzioni” statali che via via hanno abbandonato Cremona o la stanno abbandonando, complici il dislocamento dei servizi nelle più importanti sedi regionali o il passaggio di competenze ad altri enti, o ancora la diminuzione del personale.  Prendiamo ad esempio l’ex Provveditorato di piazza XXIV Maggio. Da anni si assiste ad uno svuotamento di personale che va in pensione e non viene sostituito: la prossima a lasciare il suo ufficio sarà Luisa Guglielmi, storica colonna dell’ufficio del personale della scuola secondaria di I e II grado. Sarà con i colleghi per la festa della donna l’8 marzo, poi un periodo di ferie e formalmente dal 1 aprile non sarà più in forza presso il Ministero.  Dopo aver cambiato varie  denominazioni nell’arco di un decennio (da centro servizi amministrativi a Ufficio scolastico territoriale) tutte le funzioni stanno per essere trasferite nell’ex Genio Civile di corso Vittorio Emanuele, lasciando vuoto un contenitore immenso e bisognoso di molti interventi. Non si sanno ancora i tempi del trasloco, dipenderà dal quadro economico (spiega l’assessore al Patrimonio della Provincia, Giuseppe Fontanella), ma il dado ormai è tratto. Sia ex Provveditorato che Genio Civile sono di proprietà della Provincia, che a inizio anno li ha conferiti nel Fondo Immobiliare appositamente costituito per la loro valorizzazione.

Poco distante, tra via Chiara Novella e via Carnevali Piccio, di fianco alla sede scout, c’è il grande complesso dell‘ex convento di Santa Chiara, ristrutturato sul finire degli anni Novanta, di proprietà del Demanio. Un edificio di grande impatto occupato solo dalla Commissione Tributaria, in tutto una decina di impiegati,  e dall’Aipo, sede distaccata di Parma,  che occupa il lato di via Piccio, al primo piano 11 persone che si occupano di gestione idraulica del territorio e al  piano terra altri 8 dipendenti dell’Ufficio gestione navigazione lombarda che ha assorbito alcune delle funzioni della vecchia Azienda dei Porti.  Di proprietà demaniale, l’Aipo sta perfezionando il subentro come proprietario nei locali già occupati. Un tempo si trovava qui la sede dell’Ufficio metrico, emanazione del Ministero dell’Industria, poi passato alla Camera di Commercio.

In via Colletta c’è poi l’ex Distretto Militare (Caserma Vecchi). Un immobile “defunzionalizzato”, messo all’asta dal Demanio due anni fa, acquistato dal privato IIC nella speranza che primo o poi il Comune togliesse il vincolo ad uso pubblico e facendolo ad uso residenziale terziario e direzionale.  Da qualche mese gli operai sono al lavoro nel grande contenitore all’angolo di via Colletta, probabilmente si tratta di una ricognizione funzionale alla progettazione vera e propria con cambio d’uso.  Non sono previsti cambi d’uso, invece per la caserma Manfredini di via Bissolati, 25.000 mq che il Ministero della Difesa ha chiesto al Comune di trasformare in area residenziale – direzionale per valorizzarla e poi metterla sul mercato. Secondo una stima fatta dal vicesindaco Carlo Malvezzi, nella sola Cremona città lo Stato ha in corso locazioni per circa 1 milione di euro e sarebbe auspicabile che lo Stato concentrasse le sue residue funzioni decentrate in un unico contenitore, magari proprio questa caserma ormai abbandonata con edifici in ottimo stato di conservazione.

Galleria fotografica di Francesco Sessa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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