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L'arte per tutti, anche per i non vedenti: mostra tattile in Comune

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Dal 20 al 25 marzo la Sala Alabardieri del Palazzo Comunale di Cremona ospiterà la mostra “L’arte per tutti – Dipinti da toccare”, promossa dal Centro Internazionale del Libro Parlato “Adriano Sernagiotto” e dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Cremona, con la collaborazione e il patrocinio del Comune (Assessorato alla Cultura). La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10.00 alle 17.00, con ingresso gratuito.

Grazie ad un programma di grafica professionale, ad una fresatrice elettronica e ad una resina trasparente, le opere pittoriche vengono trasformate in bassorilievi, che permettono al non vedente di poterle ammirare attraverso il tatto; inoltre, la trasparenza del materiale fa sì che, applicando una fotocolor del quadro dietro il bassorilievo, anche gli ipovedenti possano avvicinarsi al mondo dell’arte.

Il tatto, a differenza della vista, è analitico e consente di soffermarsi su dettagli altrimenti tralasciati: in questo modo, lo spettatore conosce le forme e le dimensioni con le proprie mani, per poi lasciare spazio alla propria immaginazione.

Ritenuto un valido sussidio didattico per stimolare e tenere attiva la manualità di giovani studenti, è stato introdotto anche nelle scuole a supporto dell’insegnamento solo teorico dell’insegnante: lo stupore nel raccoglierne i risultati è stato sbalorditivo. Analogamente nel campo naturalistico, archeologico, urbanistico si può unire al potere della parola l’esperienza primaria della tattilità.

Da diversi anni il Centro Internazionale del Libro Parlato (C.I.L.P.) ha avviato il progetto “Chiaroscuro”,  finalizzato a rendere comprensibili le arti figurative e la natura in generale a tutti coloro che lo desiderino, senza alcuna discriminazione.

Infatti, anche i non vedenti, gli  ipovedenti e i disabili sono utenti di musei e percorsi culturali e hanno diritto a godere delle bellezze del patrimonio artistico come tutti i cittadini. Avere un’esperienza diretta dell’arte, per un disabile visivo, non deve significare ascoltare passivamente le spiegazioni di un accompagnatore, poiché un bene si può dire pubblico quando veramente tutti gli utenti possono fruirne. In una società che è abituata a ragionare con gli occhi, rinunciando al tatto e all’immaginazione, questa necessità spesso sembra essere dimenticata.

Ciò che viene proposto, con tutta la sua carica umana e sociale, è quindi un apporto per agevolare l’accesso alla comunicazione culturale per ogni persona, senza alcuna esclusione.

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