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Omicidio via Capra, chiesto rito abbreviato Pelucchi pronto a risarcire la famiglia della vittima

gremmi

Sopra: Pelucchi, sulla sinistra, con i suoi avvocati (foto Francesco Sessa)

Angelo Pelucchi

E’ arrivato questa mattina poco dopo le 10 in tribunale accompagnato dai suoi avvocati, Angelo Pelucchi, l’imprenditore bresciano di 73 anni che davanti al gup Letizia Platè deve rispondere di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Con la sua auto, una Audi Q5, aveva investito e ucciso il pensionato Guido Gremmi, 76 anni, al termine di un diverbio legato ad un parcheggio riservato ai disabili. Il fatto risale al 19 novembre del 2011 ed era accaduto in via Capra a Cremona. In udienza i legali di Pelucchi, gli avvocati Massimo Bonvicini e Michele Bontempi, hanno chiesto il rito abbreviato e manifestato una volontà risarcitoria nei confronti dei familiari della vittima: la compagna Bruna Dondi, rappresentata dall’avvocato Michele Tolomini, la figlia (la sola ad essere presente oggi in tribunale), assistita dall’avvocato Tatiana Ostiensi, e il nipote, rappresentato dall’avvocato Federico Messuti. I legali dell’imputato hanno anche depositato le due consulenze tecniche di parte relative alle perizie medico legale e cinematica (quest’ultima basata sulla ricostruzione dell’investimento dallo studio dei segni lasciati sull’auto). L’udienza è stata rinviata al prossimo 5 giugno. Il pm Fabio Saponara aveva già chiesto il rinvio a giudizio. Né l’imputato, né i suoi avvocati hanno voluto rilasciare dichiarazioni. “E’ un uomo distrutto”, ha però confidato un amico dell’imprenditore bresciano.

Gli avvocati di parte civile Messuti e Ostiensi

Era sabato. Pelucchi si trovava a Cremona per la Festa del Torrone. Alle 17 aveva posizionato la sua Audi Q5 nel parcheggio per disabili di via Capra, un posto riservato a Bruna Dondi, convivente di Gremmi, residente nella vicina via Plasio. Dopo venti minuti era tornato e ad aspettarlo c’era Gremmi, appena rientrato con la compagna dalla spesa. Aveva portato le borse in strada e poi era sceso perchè lo spazio riservato alla compagna era occupato. Aveva chiamato i vigili urbani e intanto se l’era presa con l’imprenditore bresciano che intanto era salito in auto e aveva acceso il motore. Gremmi non voleva farlo andar via. Aveva preso a pugni il cofano dell’auto e urlava al bresciano di scendere. A quel punto Pelucchi aveva ingranato la retro per farsi largo e uscire. Poi era ripartito, nonostante avesse il pensionato davanti a sè. In maniera repentina e a fortissima velocità, così come raccontato da alcuni testimoni, Pelucchi aveva investito il pensionato ed era fuggito. Si costituirà il giorno dopo ai carabinieri di Brescia ai quali dirà: “quando sono partito ho sentito un rumore e ho pensato di aver sbattuto la macchina che era davanti a me. Arrivato alla fine della via ho guardato dallo specchietto retrovisore e ho visto l’uomo in terra”. Pelucchi non era tornato indietro, la paura aveva avuto la meglio.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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