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Voto sull'acqua rimandato, il Comitato: 'Una farsa, si inizi a costruire il modello pubblico'

evcom

Nella foto, una seduta del consiglio provinciale

Il Comitato Acqua interviene riguardo lo slittamento del voto deciso dal presidente Salini in mattinata sulle linee guida dell’Ufficio d’Ambito, mancanti dell’indicazione sul modello gestionale. “L’ennesima farsa”. Bollano così, i membri del comitato, la scelta di posticipare la presa di posizione del consiglio dopo la presentazione di un emendamento firmato dalle opposizioni con il quale si inseriva nel documento il sistema ‘in house’, votato a dicembre in una mozione della Lega. “Sul tavolo dei consiglieri – scrive il Comitato – stava una inqualificabile proposta di deliberazione che pretendeva di riconfermare la linea della privatizzazione del servizio, facendo carta straccia della scelta fatta a dicembre dal consiglio provinciale (gestione partecipata direttamente e solo da comuni ed enti locali del territorio). Trovatosi di fronte a un emendamento firmato da tutte le minoranze — e che anche la Lega Nord vedeva con favore — teso giustamente a riaffermare la linea di indirizzo pubblica, il presidente Salini ha preferito ritirare la delibera. Si aggiunga che qualche pomeriggio fa, davanti alle commissioni provinciali congiunte, Salini è dovuto intervenire di persona per cercare di arginare una vera ondata di rilievi e critiche sul modo in cui è stata gestita l’intera partita e in tale occasione pare sia giunto persino a criticare la fretta con la quale è stata costruita l’azienda unica provinciale. Noi lo andiamo ripetendo da mesi, ma il presidente Salini non può ora fingere di essere stato spettatore di decisioni prese da altri: siamo indignati per questa ennesima bruciante presa in giro di avversari e alleati politici”.
“Ora basta – concludono – Si inizi a costruire realmente la gestione pubblica studiando le modalità per retrocedere le quote societarie ai comuni ed apportando a Padania Acque tutte le modifiche necessarie per mettere al sicuro gestione pubblica, azienda e lavoratori. Si può e si deve fare. Il Comitato Acqua Pubblica è pronto a dare ogni tipo di supporto, anche tramite il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. I sindaci per parte loro rivendichino con forza che la titolarità del servizio torni pienamente e ufficialmente nelle loro mani: le mani che lo stanno amministrando ora evidentemente non sono in grado di farlo”.

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