Cronaca
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Caccia alle volpi in tana fino a giugno Fioccano mail di protesta alla Provincia Pinotti: 'Il piano approvato dall'Ispra'

Mail su mail alla casella di posta della Provincia (al settore, al Presidente Salini e al direttore generale) contro la caccia alla volpe, autorizzata dall’Ente fino a giugno all’interno del Piano provinciale di controllo della volpe. Arrivano da tutta Italia ed esprimono un forte dissenso nei confronti del provvedimento che ha efficacia “in questo periodo riproduttivo, delicato per tutte le specie di fauna selvatica”. L’autorizzazione prevede che le attività siano svolte in gruppi di minimo due persone, massimo cinque, con 1-2 cani da tana per gruppo. Il provvedimento ha delle differenze rispetto a quello dello scorso anno: estende la caccia fino a giugno anziché fino a marzo e consente il controllo della tana, l’appostamento dei cacciatori che evita l’impiego dei cani. “Ancora una volta – scrivono – si fanno gli interessi del mondo venatorio, anziché quelli della natura e degli animali, nonché della maggioranza deicittadini italiani, che sono contrari alla caccia. I cittadini rifiutano tanta violenza e crudeltà sugli animali, come rifiutano la presenza nelle campagne e nei boschi di bande di individui armati, oltretutto ben oltre i periodi consentiti dalla stagione di caccia”. Questo l’appello contenuto nel testo che arriva uguale nella maggior parte delle mail: “Chiediamo all’Amministrazione Provinciale di Cremona di interrompere immediatamente questa vergognosa pratica, devastante anche per i cani che vengono mandati nelle tane, dove gli animali, nel tentativo di difendere la prole, reagiscono con aggressività verso i loro predatori”.
“Il piano per il controllo della volpe 2013-2017 – ha detto l’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente Gianluca Pinotti – è stato approvato a febbraio dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale vigilato dal Ministero. Abbiamo esteso il periodo fino a giugno perché quest’anno siamo partiti tardi con il controllo e abbiamo aggiunto la possibilità della posta alla tana per rendere meno cruenta l’attività dei cacciatori, evitando l’utilizzo dei cani e di conseguenza le lotte cruente che questi ingaggiano. Il controllo alla volpe è una esigenza del territorio cremonese, prettamente agricolo. Diamo risposte a questo complesso problema, la riduzione delle volpi, con gli strumenti consentiti dalla legge”.
Intanto a Siena hanno bloccato la caccia in tana dopo le proteste e a Mantova gli esponenti di Sel hanno proposto di reintrodurre predatori naturali come la volpe contro le nutrie come sistema naturale di contenimento della popolazione.

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