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Parcheggi in città, si sfiora quota 5000 Più della metà gratuiti

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Una città di parcheggi. Ma ancora con troppi gestori, anche se l’uscita di scena di Apcoa, da cui Aem ha rilevato la gestione dell’autosilo Massarotti, ha razionalizzato lo scenario. In attesa della costituzione della società unica per il governo degli stalli di sosta – ventilata dal Comune tempo fa e di cui dovrebbe essere l’artefice proprio Aem – è il Pgt attualmente in fase di recepimento osservazioni a fare il punto sulla situazione.

Sono  2529 i parcheggi non a pagamento in città, 2066 quelli per cui si deve pagare un ticket. Una dotazione diventata ormai considerevole, frutto del maxi intervento di piazza Marconi che da un paio d’anni a questa parte ha portato in dotazione 164 posti al coperto e 48 in superficie in una zona di pregio del centro. Con esiti di utilizzo ancora oggi ritenuti insufficienti. In questo quadro è spuntato di recente anche un nuovo progetto, per ora solo sulla carta: il parcheggio interrato nei pressi del foro Boario, in parte in sostituzione di quello di superficie. Un’idea caldeggiata dall’ex vicesindaco Carlo Malvezzi e che ha sollevato un coro di no.

Guardando all’elenco dei parcheggi disponibili a Cremona appare chiaro che chi non intende piagare il ticket, può trovare un’ampia scelta di luoghi dove lasciare l’auto. I parcheggi più capienti in assoluto sono gratuiti: quello di foro Boario (piazzale della Croce Rossa), dotato di 569 stalli a 1 km di distanza dal centro; l’autosilo delle ex Tramvie di via Dante, 730 posti liberi, a pagamento (solo la parte coperta) nelle ore notturne e anch’essi a una distanza di circa 1 Km dal centro; o ancora i 720 posti di largo Azzurri d’Italia, di fronte alle piscine. In questo caso, la distanza dal centro storico è circa il doppio (1,9 km).
Di più ridotte dimensioni, ci sono poi i parcheggi della Coop di via del Sale, con 91 posti o quello di via Santa Tecla, a ridosso di via Bissolati, per 70 posti.
Gli obiettivi dichiarati del Pgt per quanto riguarda i parcheggi sono: ‘per la residenza, assicurare la disponibilità di posti auto rapportata ai veicoli di proprietà dei residenti, oltre a una quota di parcheggi di accoglienza a disposizione dei visitatori occasionali, evitando sia la carenza che l’eccesso di dotazione;  per i luoghi centrali, incentivare la tipologia del parcheggio a pagamento e «a rotazione», con funzione dissuasiva della sosta di lungo periodo, e potenziare i parcheggi esterni di interscambio con i mezzi pubblici di trasporto;  per i parcheggi «di destinazione» mirare all’ottimizzazione dell’uso in funzione di attività diversificate, attrattive in fasce orarie differenti, sulla base di analisi del cosiddetto «profilo cronologico di carico», che coglie le variazioni della domanda di sosta nell’arco temporale della giornata, della settimana o dell’anno?.

La redazione del piano della Mobilità, a cui sta lavorando il Comune, dovrebbe consentire di far finalmente funzionare i tanti parcheggi esistenti, magari evitando la costruzione di nuovi. ‘Nella individuazione delle aree da destinare a parcheggi pubblici e di uso pubblico – si legge ancora nel Pgt – si deve tener conto che i fattori che ne condizionano l’uso sono: il raggio di influenza, in funzione delle caratteristiche della struttura insediativa; l’accessibilità ai mezzi pubblici di trasporto; la recettività in funzione della domanda’. Al fine di migliorare l’integrazione con il trasporto pubblico, il Piano intende  ‘agevolare la sosta in struttura in prossimità delle aree di pregio a vocazione prettamente commerciale e dare una connotazione forte alle aree pertinenziali della stazione ferroviaria e del terminal bus’.

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Commenti
  • rafla

    Dopo gli studi sulla viabilità di Corso Garibaldi, intepretati secondo convenienza, ecco pronto il vero obbiettivo: obbligare la popolazione a non transitare e a non parcheggiare in centro, con conseguente danno per le attività economiche del centro e tutto, forse, a vantaggio delle catene della grande distribuzione. Aspettiamoci che ci vogliano obbligare a parcheggiare in periferia, usare i mezzi pubblici urbani (una corsa semplice 1,20 € mentre a Milano per 90 min si pagano 1,50 € su tutte le lineea) che nessuno usa e forse ci sarà un motivo, al fine forse di rimpinguare le languenti casse del comune? Aspettiamo e vedremo che accade.