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Prodi al Quirinale, inedita convergenza tra vecchi e nuovi del Pd

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La parola d’ordine dei renziani cremonesi è ‘non arroccarsi’, abbattere le tentazioni all’autoreferenzialità del partito, dialogare con la società nelle sue varie espressioni. Il travaglio del Pd nazionale si riflette in pieno in quello provinciale e soprattutto a Cremona, città conservatrice dove però, alle primarie, Renzi ha ottenuto il 33%. Dopo il silenzio seguito a quelle consultazioni, dopo la delusione  delle elezioni nazionali, i fautori lombardi di un cambio di marcia rispetto alla leadership Bersani sono tornati a riunirsi. Lo hanno fatto nei giorni scorsi a Milano, lo faranno ancora, questa settimana, a Cremona, dove è prevista a breve una riunione per costruire i prossimi percorsi politici, con priorità la scelta dei candidati alle amministrative 2014.  Le ferite aperte sono parecchie e le recenti polemiche sull’elezione del Capo dello Stato approfondiscono il solco. C’è chi ipotizza addirittura una frattura tra gli appartenenti alla vecchia Dc e la componente ex Ds, ma di questo i cremonesi non vogliono neanche sentirne parlare. ‘C’è solo voglia di costruire un nuovo rapporto con la società, sperando di coinvolgere anche molti elementi esterni al partito’, afferma Alessia Manfredini, fautrice del rinnovamento senza rotture. ‘Ci stiamo ritrovando nell’ottica di fornire un contributo positivo di innovazione al partito, soprattutto in vista delle elezioni amministrative. Che saranno diverse anche tecnicamente rispetto alle precedenti, con un un consiglio comunale di soli 32 consiglieri  e che quindi dovremo affrontare con modalità adeguate’.

A Cremona i riflessi della battaglia sul capo dello Stato arrivano soltanto marginalmente. La ‘renziana’ Manfredini vede di buon occhio Prodi, come pure un’altra pidiellina doc, appartenente però ad una generazione completamente diversa, quella del Ppi e della Margherita, non a caso legata all’esperienza dell’Ulivo di cui Prodi fu il leader. E’ Maria Rosa Zanacchi, consigliere provinciale e presidente dell’assemblea Pd. ‘Il dibattito a cui ho assistito sull’elezione del Capo dello Stato – afferma – non mi appassiona per niente. Renzi è sempre molto irruente e a volte maleducato, ma mi sembra che la reazione di Anna Finocchiaro  sia stata sopra le righe. Io mi troverei d’accordo per Prodi e con Renzi condivido  anche il no alla scissione nel partito.  Il partito deve rifare la classe dirigente. I vecchi leader devono lasciare spazio ai nuovi, adesso è il momento di guardare avanti’.

E sul piano locale? La scelta del candidato sindaco per Cremona ‘sarà decisa attraverso la formula delle primarie, a meno che emerga prima di allora un candidato forte’. Le primarie tipicamente si svolgono nel tardo autunno, se le elezioni saranno confermate per maggio. E saranno precedute da congresso (prima quello nazionale, poi quelli locali), una scadenza, che, nella confusione politica attuale, non lascia prefigurare alcuna ipotesi.

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Commenti
  • sandra

    I renziani cremonesi di renziano hanno pochino.Forse sono solo un po meno bersaniani dei pizzettiani. Ma solo per differenziarsi internamente. Lo dimoztra la convergenza su Prodi , un nome , una garanzia , un disastro annunciato per l’ Italia.

  • rafla

    E’ proprio vero che la gente non ha memoria e che contando su questo aspetto molti politici ci navigano. Una scelta così, dopo una altrettanto sfolgorante come quella di Monti, sarebbe una certezza…di una disfatta totale. Intanto comincio a fare gli scongiuri, non sono superstizioso ma forse, in questo caso, aiuta.

  • alessia

    @sandra. Penso anche a Rodotà. E Milena Gabanelli un buon Ministro della Repubblica.

  • danilo

    Ci si divide per rinsaldarsi meglio, no ? Ovvio che Prodi , candidato di rottura, non sarà Presidente della Repubblica. Però spendere il suo nome serve a riunificare le anime del Pd locale. E a far capire meglio all’opinione pubblica che Bersani e Renzi, sempre a livello locale, naturalmente, non sono che facce della stessa medaglia.