Cronaca
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'Militanti e dirigenti locali attoniti Bersani ci deve spiegare le scelte' Il segretario Magnoli chiede il congresso del partito

“Militanti e dirigenti locali sono attoniti”. Questo il commento del segretario provinciale del Pd cremonese Titta Magnoli alla luce degli ultimi fatti romani sul presidente della Repubblica: prima la candidatura con il Pdl di Franco Marini, poi quella ‘bruciata’ di Romano Prodi con le dimissioni annunciate dal segretario Pierluigi Bersani e della presidente del partito Rosi Bindi. E ora, la rielezione (per la prima volta nella storia della Repubblica italiana) del presidente dimissionario Giorgio Napolitano. “Il congresso non è più rimandabile – ha continuato Magnoli – E’ necessaria una discussione politica che sarà dolorosa, ma non bisogna perdere la testa. Lunedì riapriranno i mercati e nessuno può prefigurare uno scenario che possa durare più di due mesi”. Sul Napolitano bis, Magnoli non ha parole buone: “Sono contento che adesso ci sia un presidente, ma è incredibile che abbiano chiesto a Napolitano un altro settennato, da 88 a 95 anni  – dice il segretario democratico – Una scelta sbagliata che denota tutta la debolezza della politica italiana in questo momento. Si poteva convergere su Rodotà fin dall’inizio, è stato un errore non pensarci subito. Dopo ciò che è successo per Marini e Prodi, però, era impensabile riconvergere su di lui. Un peccato in seguito non aver proposto un nome nuovo come per esempio Emma Bonino, politico donna di stampo europeo sulla quale avrebbero potuto trovare un accordo Pd e 5 Stelle”.
Ma cosa è successo nel Pd sulla nomina del presidente della Repubblica? “Proporre Marini è stato un errore – ha spiegato Magnoli – Non era sicuro il consenso interno: dopo i 90 voti contrari all’assemblea dei grandi elettori democratici bisognava fermarsi. Con Prodi ormai la macchina aveva perso il controllo. I cento parlamentari che non hanno scritto il suo nome sulla scheda avevano tutto il diritto di farlo, ma dovevano dichiararsi, farlo mettendoci la faccia”.
“Adesso dobbiamo mantenere la calma – ha concluso il segretario – Non gridare alla caccia alle streghe, ma capire cosa è successo e andare avanti. Voglio che il mio segretario mi spieghi perché sono state fatte determinate scelte. Ma un conto sono le persone, un altro conto è il progetto. Per quanto riguarda le persone del Pd è irrimandabile il momento del cambiamento e lo dico anche per me stesso. Sul progetto del Partito Democratico, invece, non credo sia finito”.

IL COMMENTO DEL RENZIANO TOSCANI

L’elezione di Napolitano viene vissuta con un sospiro di sollievo, a questo punto, da Luciano Toscani, esponente dei renziani cremonesi. ‘Almeno adesso abbiamo un presidente, la cui rielezione è la inevitabile conseguenza dell’esito delle elezioni, con un Paese e un Parlamento spaccato in tre. Adesso serve un governo che faccia in fretta una legge elettorale e poi si rivà al voto’.

‘Parliamo pure dei problemi del Pd, non mi sottraggo – continua Toscani – Ma i riflettori adesso devono essere puntati sulla necessità di fare un governo’. A livello locale, l’ala renziana del Pd si è incontrata due sere fa nella sede di via Ippocastani, alla presenza anche del segretario Titta Magnoli. ‘Dal mio punto di vista, afferma Toscani, l’unica soluzione che intravedo è seguire la strada del cambiamento indicata da Renzi, ma c’è un percorso da fare, che faremo tutti insieme per arrivare ad un’Italia diversa. Abbiamo offerto a Magnoli la nostra disponibilità per costruire questo rinnovamento, a partire dalle prossime elezioni amministrative di Cremona e degli altri comuni della provincia’. L’elezione di Napolitano, insomma, offre al Pd ‘un po’ più di tempo per pensare alle nostre cose’.

I MESSAGGI SUI SOCIAL NETWORK

La questione presidente della Repubblica e caos nel Pd tiene banco sulle pagine Facebook degli esponenti politici locali. “L’unica nota positiva è che non dovrò cambiare la fotografia…per carità, persona eccellente e generosa, però…”, è il post del sindaco di Crema Stefania Bonaldi. ” Credo ancora nel progetto del Pd – scrive invece Luca Burgazzi, giovane democratico – e da domani mi impegnerò ancora di più perché le sfide che abbiamo davanti, specie a Cremona, sono più importanti di quegli omuncoli che giocano a fare i politici in spregio al lavoro degli iscritti e militanti. Si, domani rinnoverò la tessera del 2013 e mi aspetto in tempi brevissimi un congresso: vero e franco per ripartire con serietà. Sarà dura recuperare fiducia, ma io comunque voglio metterci la faccia”. “Attendo serenamente la rielezione di Napolitano ma sopratutto la scelta dei nomi del nuovo governo. E poi elezioni”, commenta la consigliera comunale Alessia Manfredini. “Io sono un grande elettore – il commento di Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd – Rodotà è un Presidente sicuramente degno. Ma lo era anche Prodi. Se fossi stato là e se avessi potuto riassumere in me almeno 504 voti avrei votato una donna. A partire dalla Bonino, ad esempio”.
“Napolitano risbattuto a 88 anni a fare o meglio rifare il presidente, Amato messo a fare il presidente del consiglio con un pacchetto di ministri pre confezionati? Ma mi dite perché abbiamo votato?”, chiede Simone Bossi della Lega Nord. “Bene, ora saremo all’opposizione insieme ai ragazzi di Sel – scrive Alessandro Tegagni dei 5 Stelle – Avanti tutta, in Italia la parola cambiamento non esiste. Prendiamo atto e gli elettori hanno visto ovunque cosa è questa classe politica. Incapace”.
“Per poter governare un Paese – scrive l’ex vicesindaco, ora consigliere regionale Pdl Carlo Malvezzi – occorre avere una cultura e una visione veramente democratica. La presunzione del Segretario del Partito Democratico di poter far fronte da solo ad una situazione politica frammentata e complessa, ignorando il chiaro messaggio inviato dai cittadini attraverso le urne, ha minato definitivamente il suo partito e destabilizzato ulteriormente il quadro”. “Giorgio Napolitano rieletto – dice Ferdinando Quinzani, consigliere di Cremona per la Libertà su Facebook – Voglio pensare che questa non sia una sconfitta della politica, ma una risposta della Politica”.

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