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"A Casalmorano e Vescovato rifiuti all'Aem senza gara", inviato esposto all'Ue

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Esposto alla Comunità Europea sulla gestione dei rifiuti nei comuni di Vescovato e Casalmorano. E’ stato inviato da alcuni cittadini residenti nei paesi interessati per segnalare all’Ue “l’illegittimità delle delibere di affidamento diretto (in house) senza esserne soci o azionisti ad AEM della gestione dei rifiuti”. “Siamo ricorsi alla Comunità Europea e non al Tar – spiegano Maria Grazia Bonfante di Vescovato e Ferruccio Rizzi di Casalmorano – perché ricorrere al Tar è antidemocratico vista l’onerosità degli esborsi richiesti ai cittadini che in questo caso sarebbero stati  di 4mila/5mila euro. Riteniamo che i nostri sindaci con l’affidamento diretto, prassi che continua dal 2009 in “regime transitorio” e quindi senza esecuzione di gare d’appalto come prescrive la legge, non abbiano agito nell’interesse dei cittadini privilegiando di fatto un regime monopolistico della gestione. L’appalto, infatti, mette in concorrenza fra loro i diversi partecipanti alla gara sia in termini di costi che di servizi. Inoltre, la nostra azione può applicarsi anche agli altri comuni che hanno affidato direttamente ad AEM la gestione dei rifiuti sino ad oggi senza l’esecuzione della gara di appalto”.
Il comportamento delle amministrazioni di Vescovato e Casalmaggiore – si legge nell’esposto – sarebbe contrario alla legislazione italiana e alla direttiva europea che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti di pubblici servizi, imponendo “agli stati membri della comunità europea l’esecuzione delle gare di appalto per l’aggiudicazione del pubblico servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a parità economica tra gli operatori partecipanti alla gara, escludendo in tal modo, la possibilità di affidamenti diretti”.

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