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Manifesto nazionale "anti-slot", il Comune verso l'adesione

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Si discuterà giovedì in Giunta dell’adesione del Comune di Cremona al Manifesto nazionale dei sindaci “anti-slot”. La pratica è stata portata avanti dall’assessore alle Politiche sociali Luigi Amore, dopo l’annuncio (“pronti a firmare”) fatto a gennaio (leggi l’articolo) dall’allora vicesindaco Carlo Malvezzi, poi eletto in Consiglio regionale. Di fatto è quindi in via di formalizzazione la sottoscrizione. Con il manifesto, amministratori di diversi schieramenti politici chiedono al Governo di essere messi in condizione di arginare il fenomeno del gioco, sempre più piaga sociale (senza un intervento normativo risulta complicato, per i singoli Comuni, fare qualcosa); allo stesso manifesto si associa il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla questione. L’Amministrazione si appresta quindi a compiere un nuovo passo (che si aggiunge a quanto già si è cercato di fare: leggi l’articolo) per contenere i problemi legati al gioco.

Sul tema è intervenuto in queste ore il Pd, con un ordine del giorno firmato e presentato da due consiglieri comunali. Caterina Ruggeri e Alessia Manfredini (che criticano la “leggerezza con la quale si è pubblicizzato sui mezzi pubblici l’invito a giocare”) chiedono a Perri di aderire al Manifesto dei sindaci, di coinvolgere in un confronto i parlamentari locali, di elaborare e diffondere negli esercizi che non ospitano macchinette adesivi “no slot” (come sta facendo, tra l’altro, la Carovana Antimafie: leggi l’articolo) e chiedono un dialogo con il Comune di Crema “per condividere la possibilità di estendere il valore massimo dell’Imu anche nella nostra città” per le sale con macchinette.

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