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Addio ai Missionari Saveriani, chiude la casa di via Bonomelli

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Cremona dice addio ai Missionari Saveriani. La storica struttura di via Bonomelli, già fortemente ridimensionata qualche anno fa, ora chiude completamente i battenti. La notizia è stata data ufficialmente nei giorni scorsi dal padre regionale Rosario Giannattasio al vescovo Lafranconi e al Consiglio presbiterale. Una triste decisione dovuta al persistente calo delle vocazioni dell’istituto fondato da mons.  Guido Maria Conforti, vescovo di Parma.

Attualmente nella casa di via Bonomelli sono presenti solo due missionari: il viadanese padre Sandro Parmiggiani e il bergamasco padre Giuseppe Pilare Rossini. Gli altri padri sono già partiti da tempo, tra di essi anche il superiore, Pierluigi Felotti, che dal settembre 2012 guida la casa di Reggio Calabria.

A inizio giugno padre Giannattasio (che tra l’altro fu superiore a Cremona dal 1990 al 1993) incontrerà i benefattori e parenti dei missionari per spiegare loro sofferta scelta.

La casa saveriana di Cremona è stata la prima ad essere aperta in Italia dopo la fondazione della Congregazione. Inizialmente i missionari saveriani risiedevano nella villa padronale di Grumone (frazione di Corte de’ Frati), una bella casa immersa nel verde donata dalla contessa di Carpegna a mons. Conforti e che, dal 1930 al 1952, fu sede della scuola media.

All’inizio del 1943 i missionari sentirono l’esigenza di avere una casa anche in città e acquistarono un’ortaglia adiacente a via Bonomelli. L’apertura canonica avvenne il 5 luglio 1947 con superiore padre Dante Battaglierin, che poi divenne vescovo a Khulna, in Bangladesh. Nel 1952 nella struttura cremonese furono trasferite le scuole; la villa di Grumone, infatti, fu chiusa risultando troppo piccola e poco funzionale.

Negli anni Sessanta la casa saveriana cremonese conobbe il suo periodo d’oro grazie anche all’opera vocazionale di padre Franco Bertazza. Nel 1963 fu istituito il ginnasio e fu chiamato nell’incarico di rettore padre Pacifico Fellini di Spineda, fino a quel momento missionario in Congo. Pieno di zelo e di inventiva, padre Mario Sguazzi, l’economo della casa, compì numerosi viaggi in diocesi a raccogliere il grano nei famosi sacchetti su cui era scritto: “Pane per i missionari”.

Con il passare degli anni e la crisi vocazionale le scuole medie furono chiuse e fu aperto l’istituto magistrale, attivo sino al 1978. Successivamente la struttura di via Bonomelli continuò a ospitare i seminaristi saveriani che, però, frequentavano le scuole superiori presso le Canossiane (preside era la famosa madre Carelli) o il liceo nel Seminario vescovile di via Milano.

All’inizio degli anni Novanta i pochi studenti rimasti furono inviati a Parma. La struttura di via Bonomelli diventò così luogo di sensibilizzazione missionaria, soprattutto giovanile. Padre Giuseppe Marano e, negli anni seguenti, padre Luciano Bicego furono tra gli animatori più capaci del gruppo giovani, che contava più di 100 aderenti, così come per quello degli adolescenti, nato in seguito. Tra le attività più importanti poste in essere in quegli anni spicca il “Mission Day”: un incontro con tutte le famiglie straniere con cui i saveriani erano in contatto. Grande successo ebbe anche il Grest missionario dedicato ai ragazzi più bisognosi della città.

In questi ultimi anni i missionari saveriani cremonesi hanno seguito i GAMS (Gruppi amici dei missionari saveriani) di Cremona, Viadana e Manerbio, hanno tenuto i contatti con i tanti benefattori cremonesi, hanno animato le giornate missionarie nelle parrocchie e hanno accolto i padri in vacanza.

Cremona ha dato tanto all’Istituto saveriano: 66 le vocazioni missionarie maturate in diocesi. Tra questi ricordiamo padre Giovanni Castelli, di Brignano Gera d’Adda, superiore generale negli anni Cinquanta; mons. Angelo Frosi, vescovo di Abaetetuba, in Brasile; padre Pugnoli, di Pugnolo, economo generale; padre Fellini, che fu anche un fine compositore di musica; e i padri Sguazzi e Scaglia di Robecco che annunciarono il Vangelo in Cina.

Attualmente nel mondo i Saveriani sono circa 700. Sempre più esiguo il numero dei novizi: una sessantina di cui uno solo italiano; la maggior parte degli aspiranti missionari provengono dalle Filippine o dall’Indonesia.

L’anno scorso c’è stata l’ultima ordinazione di un cremonese: don Andrea Facchetti, originario di Viadana, attualmente missionario in Mozambico.

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