5 Commenti

Calcio in carcere I detenuti sfidano e battono gli studenti dell'Aselli

aselli-carvere-evid.

Nella mattinata di giovedì 6 giugno la Casa Circondariale di Cremona ha ospitato un singolare incontro di calcio tra una rappresentativa di studenti del Liceo Aselli ed una  compagine di detenuti allenata da Gigi Bertoletti, operatore volontario della UISP, nonché allenatore delle squadre giovanili della Sospirese.

Gli studenti, tra i quali anche una ragazza, accompagnati dai loro insegnanti di educazione fisica, professori Franco Guarneri e Vittoria Ceriali, hanno dato vita ad un combattuto incontro sul campetto in sintetico dell’istituto di via Cà del Ferro, dimostrando una buona preparazione, ma subendo una netta sconfitta da parte dei detenuti, che hanno messo in mostra un buon affiatamento di squadra e pure alcune interessanti individualità.

Alla fine degli incontri l’allenatore Bertoletti, affiancato dal dirigente UISP Natale Azzini,  ha espresso la piena soddisfazione del comitato provinciale UISP per aver colto gli obbiettivi umanitari dell’iniziativa, ben oltre gli aspetti agonistici delle partite disputate.

Ancora una volta il “Progetto Carcere” dell’UISP cremonese ha reso tangibili i valori dello “sport per tutti-nessuno escluso”, e proprio in ragione dei suoi valori educativi e di integrazione sociale, sarà oggetto di una comunicazione specifica del Presidente provinciale Goffredo Iachetti nell’ambito dell’importante convegno promosso da “Cremona città europea dello sport” dal titolo “lo sport per il benessere collettivo e l’integrazione sociale” previsto per sabato 15 presso la Camera di Commercio.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • mah..non ci sono piu le carceri di una volta!invece di mandarli a pulire la città o a fare volontariato a favore della comunità,li facciamo pure giocare a calcio,tennis,pallavolo e nn manca qualche corsetta,ovviamente..

    • italiana

      E chi li sorveglia, mentre fanno i lavori utili? Io preferirei che qualcuno di loro, anche uno solo, si facesse conquistare dallo sport…

      • gia

        Concordo! Lo sport contro droga, furti, solitudine e delinquenza. Progetti come questo sono da valorizzare…complimenti a chi l’ha pensato e agli studenti che hanno partecipato, anche se sconfitti…

      • e chi li sorveglia mentre fanno sti tornei sportivi?anche se son dentro le mura del carcere,non penso che non ci sia nessuno che li sorvegli!allora le stesse persone adibite a questo scopo,lo possono fare anche all esterno!e poi mica fai gruppi di 50 persone eh..

  • michele brugnoli

    Le guardie carcerarie sono pochissime a fronte del numero dei detenuti, quindi è ben difficile pensare di organizzare all’esterno del carcere le adeguate condizioni di sicurezza per permettere queste attività.

    Ad ogni modo la situazione per chi è recluso attualmente è inumane e Cremona non fa eccezione. Al di là del fatto che siano stranieri o che siano più o meno meritevoli di starci, queste condizioni non favoriscono alcun tipo di recupero.
    iniziative come queste sono perciò da valorizzare perchè è solo da un minimo di dignità garantita che può derivare il recupero della persona.