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Il decreto del “Fare” aiuterà la ripresa?

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Il decreto monstre varato dal governino Letta-Alfano – ottanta articoli detti del “Fare” –  sono stati presentati tra squilli di trombe e colpi di grancassa. Servirà a rilanciare economia e occupazione?

Ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso da quanto proposto .Non ci sono tagli,non ci sono riforme di sistema. Oltretutto più che un decreto  questo”Fare”è una combinazione di norme scritte che dovrà affrontare diversi esami e l’iter parlamentare. Campa cavallo. A proposito: gli onorevoli fancazzisti non si smentiscono mai. E’ vero che tra le (mortifere) consultazioni di Bersani e la rielezione di Napolitano si è perso tempo ma il bilancio di tre mesi di lavoro dei nostri 630 deputati è a dir poco fallimentare. In 30 ore di seduta – 108 ore e 55 minuti – lorsignori non hanno prodotto un piffero ma solo una mozione di fiducia, una propostina di legge e due conversioni di decreto legge.Tutto qui. Tra assenze, scuse alla Boldrini, aule deserte (anche quando è stato ricordato il capitano dei bersaglieri La Rosa caduto in Afghanistan)i deputati super pagati si sono smarriti. Perché allora, se il passo è questo, dovremmo aspettarci la Grande Svolta su burocrazia,bollette,imprese, scuola,nautica,Wi-fi, giustizia, come ci è stato promesso da questo Monti-bis?

E’ così che il buon Letta conta di aprire una breccia nel cuore degli italiani? Fermandosi all’antipasto? Bloccandosi a metà strada, secondo antico costume italico?

Vale la pena di ricordarlo, come scriveva Saverio Vertone.L’Italia è fatta così. Abbiamo partecipato all’ultimo conflitto mondiale. Però,non fino in fondo. Abbiamo perso la prima parte della guerra insieme alla Germania.Ma non fino in fondo. Abbiamo vinto la seconda parte insieme agli alleati.Non fino in fondo. Dopo il ’45 l’Italia si è schierata “al di qua”  della cortina di ferro. Non fino in fondo. Dopo l’89 ha avviato, come tutti i Paesi “dell’al di là”, la demolizione del mito comunista. Non fino in fondo.  Ha escluso, con De Gasperi, il Pci di Togliatti  dal governo. Non fino in fondo. Ha coinvolto con Andreotti, il Pci di Berlinguer nella maggioranza di “unità nazionale”.Non fino in fondo.  Ha sconfitto il terrorismo politico degli anni Settanta. Non (ancora) fino in fondo. Si è lasciata sopraffare dal terrorismo mafioso degli anni Ottanta ed ancora ne discutiamo.Nonostante Ingroia.

Sappiamo che in questo paese nessuno fa niente fino in fondo.  Ma forse è  opportuno ricordare che anche senza andare fino in fondo si può andare a fondo.

I crucchi, che ci osservano con attenzione, sostengono che l’Italia è  “l’unico sistema anarchico perfettamente funzionante nel mondo”. Con la malavita al massimo facciamo zero a zero.

Le misure anti crisi (casa non pignorabile, rate più leggere, stop ad Equitalia, soldi alle pmi che comprano nuovi macchinari)  sono un “assaggino”. Niente di più.Ora servono tagli , riforme ed uno stop alla morsa fiscale. Sennò non si va da nessuna parte.

ENRICO PIRONDINI

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Commenti
  • sandra

    Ma no , il decreto del fare non aiutera’ la ripresa , pero’ e’ il massimo che Letta e Alfano sono autorizzati a fare.
    E psicologicamente , grazie al sapiente e ben dosato uso della parola ” lavoro “, e’ un bel cambiamento di passo rispetto all’ austerity conclamata , punitiva e repressiva di Monti. Un bell’ esempio di applicazione di massa di qualche semplice principio di psicologia cognitiva e di teoria comportamentale.
    Comunque tranquilli : le redini sono saldamente nelle mani di Zanonato e soprattutto di Saccomanni , che sono i garanti dell’ impronta filoteutonica di questo governo.
    Per vedere la ripresa ? Occorrera’ pazienza, attendere le sorti della Merkel e della sentenza della Corte costituzionale tedesca in materia di Omt made in Bce, e soprattutto capire se Berlusconi sara’ ancora della partita per essere il dominus dell’ Italia del 2015 , quella dell ‘ Expo.
    Fino ad allora ci somministreranno dei placebo. Utili per chi ci crede. Ma la ripresa e’ un altro paio di maniche.

  • Errata corrige (ottava riga)_ In trenta giorni di seduta, non trenta ore.Trenta giorni di lavoro in tre mesi!!E poi dicono che il Paese è in emergenza, che bisogna fare presto, eccetera . Mi scuso per il refuso.(e.p.)

  • danilo

    Gli italiani confermano la bocciatura del governo Letta.
    In un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agora’ su RaiTre, il risultato in pagella e’una media del 4,4 .
    Severo il giudizio degli italiani anche sul decreto del
    ‘fare’, ritenuto inutile dal 42%. Si guarda con pessimismo anche al
    futuro: per oltre la meta’ degli italiani (54%), l’esecutivo non riuscira’
    acontrastare la disoccupazione giovanile, impegno solenne del premier
    Letta.
    Appena i nodi arrivano al pettine crolla la fiducia nelle Istituzioni.
    Piu’ chiaro di così !!!

  • danilo

    Stupisce sempre che di fronte a un baratro aperto non ci sia alcuna reazione da parte dell’opinione pubblica italiana, se non gesti clamorosi, ma isolati , di disperazione. Che almeno l’impotenza del governo Letta serva da monito , ma è lecito dubitarne.
    Tra qualche ora, dopo la sentenza ammazza-Berlusconi, facile prevedere che saremo in caduta libera . Ma, come sempre, nessuno ci farà caso. Reagire richiede almeno lo sforzo di capire . Ma per capire , bisogna almeno sforzarsi di non dormire..