“Nova et vetera” nel Diritto di famiglia: grande partecipazione al convegno degli avvocati
L'incontro in Cattolica ha rappresentato un ulteriore momento di consolidamento del rapporto tra il mondo dell’avvocatura e quello accademico
Si è svolto giovedì pomeriggio nell’aula magna del Campus Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il convegno dal titolo “Nova et vetera nel Diritto di famiglia”, appuntamento formativo di alto profilo giuridico e professionale che ha registrato una significativa partecipazione del Foro cremonese.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito della collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Cremona e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha rappresentato un ulteriore momento di consolidamento del rapporto istituzionale tra il mondo dell’avvocatura e quello accademico, rapporto che negli ultimi anni si è tradotto in un’intensa attività culturale e formativa condivisa sul territorio.
Ad aprire i lavori sono stati il professor Antonino Barletta e l’avvocato Alessio Romanelli, che hanno sottolineato il valore di un confronto sui temi del Diritto di famiglia, settore oggi interessato da profonde trasformazioni normative, sociali e giurisprudenziali.
«Questo convegno conferma quanto sia preziosa e solida la collaborazione tra Università e Ordine degli Avvocati — ha dichiarato Romanelli — dal momento che consente di offrire al Foro occasioni di approfondimento scientifico di alto livello accademico, ma al tempo stesso immediatamente utili nella pratica professionale quotidiana».
Il professor Barletta, oltre a sottolineare la solidità del rapporto istituzionale tra Ordine e Università, ha avuto modo di intervenire sul tema oggetto del convegno, ponendo in evidenza l’estrema attualità del Diritto di famiglia e la rilevanza dell’esperienza giuridica che ha preso avvio con la riforma di ormai 50 anni fa, ma che si alimenta costantemente dell’applicazione giurisprudenziale, dal momento che “il Diritto si alimenta ogni giorno con la sua concreta applicazione, in aderenza a quelli che sono i valori della realtà sociale di riferimento”.
Il professor Andrea Renda ha aperto gli interventi con una ampia e approfondita relazione dedicata all’evoluzione del Diritto di famiglia a cinquant’anni dalla riforma del 1975, ripercorrendone l’evoluzione storica e analizzando i cambiamenti che hanno inciso sul concetto stesso di famiglia e sui rapporti tra coniugi e tra genitori e figli, sottolineando in particolare come la riforma abbia segnato una cesura fondamentale nel diritto italiano, con riflessi di straordinaria rilevanza nella società: “La riforma ha segnato un cambiamento epocale nel Diritto di famiglia adeguandolo ai principi costituzionali profondamente innovatori nel campo familiare”.
Molto apprezzata anche la relazione della dottoressa Benedetta Fattori, giudice del Tribunale di Cremona, specializzata nel Diritto di famiglia, che ha affrontato il tema degli assegni nella crisi della coppia, soffermandosi, dopo una ampia ricostruzione della normativa in vigore in materia di assegni di separazione, di divorzio e di mantenimento della prole, sugli orientamenti giurisprudenziali più recenti e sulle ricadute concrete delle decisioni giudiziarie nella gestione dei conflitti familiari, evidenziando anche come il Diritto di famiglia sia uno dei settori del Diritto più delicati, dove la tecnica giuridica incontra più direttamente la dimensione umana più profonda delle persone coinvolte.
Di estremo interesse anche la relazione del professor avvocato Attilio Guarneri, emerito dell’Università Bocconi, da oltre 50 anni punto di riferimento accademico per i colleghi del foro sul Diritto civile, dedicata ai patti prematrimoniali tra passato e futuro. Un tema di crescente attualità, affrontato con taglio comparatistico e con attenzione alle prospettive evolutive dell’ordinamento italiano anche alla luce delle esperienze straniere, in particolare di quelle degli Stati Uniti, dell’Inghilterra, della Francia e della Germania.
Il Prof. Guarneri, decano del Foro cremonese, ha poi osservato che “I patti (o contratti o accordi) prematrimoniali incontrano in Diritto italiano un ambiente tradizionalmente poco favorevole alla loro validità, perché ritenuti contrari al principio dell’indisponibilità pattizia dei diritti e degli status nascenti dal matrimonio, e ciò specie nell’orientamento della giurisprudenza della Cassazione. Recenti sentenze della medesima lasciano tuttavia emergere in taluni casi un’apertura verso una loro progressiva ammissibilità”.
A chiudere il pomeriggio è stato il notaio Augusto Henzel, che ha approfondito il tema delle convenzioni matrimoniali atipiche e delle convenzioni matrimoniali ex art. 30 della legge 218/95, offrendo una lettura particolarmente concreta delle problematiche operative che professionisti, in questo caso principalmente i notai, e i cittadini si trovano sempre più spesso ad affrontare nei rapporti familiari con elementi di internazionalità.