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'Per la prima volta nella storia della città i bambini dell'asilo pagano la retta' Concordata azione comune Pd, Sel e socialisti

scuole

Si sono incontrati nella giornata di venerdì e hanno concordato un’azione politica comune contro la decisione della giunta Perri, in sede di Bilancio 2013, di “stravolgere il sistema dei servizi educativi per i bambini da 0 a 6 anni”. Sono il Partito Democratico cremonese, il Partito Socialista e Sinistra Ecologia e Libertà. “Per la prima volta nella storia della città – scrivono le tre forze politiche in un comunicato – i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia comunali (asili) pagheranno una retta mensile. Le quote mensili dei nidi aumenteranno anche di oltre il 500% per le fasce a basso reddito. La giunta Perri ritiene di andare a colpire le famiglie con bimbi in età pre-scolare perché considera i servizi scolastici per l’infanzia un lusso su cui poter far cassa e il lavoro delle mamme uno sfizio. La scuola è un investimento per il futuro, non un costo ed un peso per la comunità”.
Un tema caldo che verrà affrontato nella seduta di consiglio comunale di lunedì. C’è un ordine del giorno presentato dal Pd (primo firmatario Alessandro Corradi) che chiede alla Giunta e al sindaco di rivedere le scelte sull’introduzione della retta nelle scuole comunali. Alcuni genitori toccati dalla questione tariffe hanno chiesto di poter intervenire alla seduta del 22.

I RINCARI

La Giunta ha deciso (manca l’approvazione del consiglio sul Bilancio) di introdurre la retta mensile nelle scuole per l’infanzia comunali, adesso a costo zero, ipotizzando un minimo di 35 euro e un massimo di 70 euro mensili per ciascun bambino, oltre al costo della mensa (che già c’era) portato a 5 euro a pasto. Sugli asili nido verrebbero introdotte sei  fasce tariffarie proporzionali al reddito, da un minimo di 200 (finora era di 70 euro) a un massimo di 600 euro al mese, più 150 euro di compartecipazione alle spese per l’acquisto dei materiali (pannolini, salviettine ecc.).

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