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Biblioteca, 130mila accessi in un anno Stabili i prestiti: 15mila quelli locali

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I cremonesi vanno in biblioteca, eccome. Sono 130mila le presenze registrate nel 2012. Come se – ovviamente non è così – ogni cittadino accedesse alle silenziose sale di via Ugolani Dati almeno una volta l’anno. Un trend in aumento: precisamente 134.213 accessi nel 2012, erano 116.482 nel 2011, 109.161 nel 2010. Numeri notevoli per la nostra biblioteca. Gli accessi sono per lo più di studenti, scolaresche e studiosi. Invogliati i primi dalla tranquillità indispensabile per lo studio e dall’accesso a internet gratuito (anche wi-fi), i secondi dalla sala ragazzi, gli studiosi dal patrimonio della biblioteca di Cremona. 600mila volumi censiti, stimati 700mila, tra volumi a stampa ed opuscoli, circa 3000 manoscritti, 3000 pergamene che datano a partire dall’VIII secolo, più di 5000 periodici, tra cui oltre 900 correnti, compresi 14 quotidiani; 108 acqueforti di Rembrandt van Rijn; circa 3000 fra microfilm, diapositive, microfiches. La priorità? La documentazione di livello. “Il budget come in tutti i comparti è ridotto – spiega il vicedirettore Francesco Liborio – Il periodo per gli acquisti è terribile, i costi per il mantenimento dei periodici sono elevati e già da qualche anno non prendiamo più monografie. Per quanto riguarda la letteratura di intrattenimento recente, ovvero i libri che si vedono in libreria, ci affidiamo dunque ad un sistema interbibliotecario, ovvero riusciamo ad avere in prestito gratuito i volumi dalle biblioteche di Brescia e Mantova”. I numeri: il trend del prestito ‘locale’ (i libri della biblioteca di Cremona) è stabile con 15mila volumi all’anno, il trend del prestito ‘interbibliotecario’ è in aumento.
Frequentata anche la sala multimediale con 15.843 accessi l’anno, leggermente in calo da quando è disponibile il sistema wi-fi che consente a chi ha un computer di collegarsi direttamente dal suo pc.
Dal punto di vista economico e di gestione, la biblioteca dipende dal Ministero. Anche se, secondo accordi, il Comune versa un contributo annuo – quello per il 2013 (già approvato) è stato di 57mila 932euro, in aumento rispetto al 2012 (55mila) per la variazione dei prezzi al consumo -, oltre che concedere a uso gratuito la parte destra del Palazzo Affaitati. “Il contributo del Comune – spiega Liborio – ci serve per pagare le utenze, luce e riscaldamento. Il resto arriva dal Ministero, anche se sempre meno, tanto che la tradizionale quota riservata agli acquisti non viene più utilizzata”. In biblioteca lavorano 28 unità. “Il personale è ridotto al lumicino – dice il vicedirettore – soprattutto per quanto riguarda il fattore dell’età e i dipendenti tecnico-scientifici. Con questi numeri e con le risorse che abbiamo ci limitiamo a garantire la continuità del servizio”.
Qualche progetto, però, nel futuro c’è. Innanzitutto, forse in autunno, il prestito postalizzato, la possibilità di avere direttamente a casa – via posta – un libro in prestito e poi restituirlo tramite busta preaffrancata. Poi si guarda all’e-book, da valutare se attraverso il prestito di contenuti multimediali con adesione al sistema regionale o attraverso il prestito veri e propri lettori e-book.

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Commenti
  • studente

    Non è tutto oro quello che luccica: è vero, la biblioteca è affollata, ma ciò non può rimanere nell’ambito dei meriti da sventolare sui giornali; la capienza della sala studio è talmente scarsa da non permettere agli studenti il suo utilizzo nei periodi di esami. Chiunque l’ha potuto sperimentare questo inverno, i posti non ci sono e si è costretti ad andarsene! Il problema è che a Cremona altri luoghi dove studiare non ce ne sono!

    Per non parlare dei tornelli magnetici che controllano l’ingresso; non ho mai visto una biblioteca tanto simile ad una fabbrica! E’ davvero umiliante passare il tesserino e sentire il bit stile supermercato che ti da l’ok di ingresso.

    Dovrebbero risvegliarsi un pochettino e smetterla di dare alla biblioteca quell’aura di maestosità filo-aristocratica; la cultura deve essere promossa nella sua semplicità, e ciò non vuol dire rinunciare al la bellezza delle sale o alle meticolosità dei servizi, ma renderla un luogo di incontro, di scambio di saperi, e non di rigidità monastica! A partire dagli orari, bisognerebbe sforzarsi un attimino di più, ormai in tutte le città si può studiare anche la sera…perché a Cremona no?