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Dall'eventuale taglio Imu prima casa: 6,3 milioni in meno per il Comune

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La temporanea sospensione dell’Imu prima casa decisa dal governo Letta ha sottratto al Comune un introito di 6 milioni e 296mila euro. E’ questo il gettito che il Comune aveva previsto per il 2013, se non fosse entrata in vigore la moratoria. Entro il 31 agosto Roma deciderà se confermare l’abolizione della prima rata Imu e sostituirla con la service taxi, ma per adesso i Comuni sono semi-paralizzati dalle incognite. Non a caso quelli di maggiori dimensioni come Milano, hanno optato per approvare i bilanci di previsione fino all’ultimo giorno utile, la fine di settembre. Cremona, come noto, è riuscita invece ad approvare il proprio bilancio agli inizi di luglio. E’ dalla relazione al documento di previsione che si possono intuire le difficoltà che incontreranno, da settembre, gli uffici finanziari dell’ente e di conseguenza, tutti i contribuenti.

IMU – Come introito Imu per gli “altri fabbricati” (diversi dall’abitazione principale), sono stati messi a bilancio 27 milioni e 800mila euro, gettito che tiene conto delle agevolazioni previste sulle aliquote (ad esempio, immobili utilizzati dalle onlus o date in affitto secondo i canoni concordati).

Ma  c’è l’incognita del taglio dei trasferimenti dallo Stato. Quest’anno è stato abolito il fondo di riserva Imu (il 50% degli introiti sugli altri fabbricati che l’anno prima era andato direttamente allo Stato). In altre parole, il Comune ha trattenuto per sé l’intero gettito, ma in compenso per il triennio 2013-2015 non riceverà più trasferimenti da Roma. La stima di questo taglio ammonta a 3milioni 709mila e 771 euro; e perdipiù il Comune dovrà finanziare il nuovo Fondo di Solidarietà comunale per 2,8 milioni di euro, come previsto dalla legge di Stabilità 2013.

ENTRATE EXTRATRIBUTARIE – In questo scenario si riesce forse a capire meglio come mai il Comune abbia dovuto usare la leva dell’aumento delle tariffe e del taglio dei costi. Maggiori introiti da asili, scuole materne, mense  impianti sportivi e risparmi sulle spese di personale sono  i due pilastri su cui poggia – almeno sulla carta – la politica di equilibrio dei conti intrapresa. Rispetto alla previsione di 8 milioni e 700mila euro di proventi da servizi pubblici messa in preventivo per il 2013, per il 2014 la cifra sale a 9milioni 839mila euro, confermata anche per il 2015.

Drastica la riduzione, tra 2012 e 2013, di un’altra importante voce di entrata extratributaria, gli utili dalle società partecipate (essenzialmente Aem Spa). 1,5 milioni di euro l’introito 2012; 100mila euro nel 2013. Le ragioni contingenti sono state spiegate dal presidente Aem Franco Albertoni in Commissione Bilancio più di un mese fa. Per le prossime due annualità, gli introiti da utili al Comune dovrebbero salire a 800mila euro per ciascun anno.

Dalle voce alienazioni di patrimonio, il Comune conta di introitare 2milioni e 473mila euro nel 2013, + 64,65% rispetto al 2012, quando le entrate furono  di 1,5 milioni. Le ultime gare andare deserte per vari immobili comunali non depongono a favore. Siamo comunque ben lontani dall’anno record 2011 quando l’alienazione di ex macello e mercato ortofrutticolo fruttò alle casse dell’ente locale 11,5 milioni.

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Commenti
  • Leonida

    Ma qualcuno si ricorda le promesse di Perri appena eletto? Che vergogna!!!

  • mario

    considernado cosa pagano i dirigenti Comunali c’è ancora ampio margine per risparmiare