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Casa dell'Accoglienza compie 25 anni 'Spesso suppliamo a carenze degli enti locali'

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La Casa dell’Accoglienza compie 25 anni. Una anniversario importante per la struttura di viale Trento e Trieste, fortemente voluta dal vescovo Enrico Assi come centro propulsore di carità per l’intera diocesi, opera per fronteggiare le più diverse situazioni di necessità, su molteplici fronti. Aperta 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, un tempo accoglieva per lo più gli stranieri, oggi anche moltissime persone italiana. Il 40% di quelli che si rivolgono alla Casa dell’Accoglienza chiedono un aiuto spontaneamente, nel 60% dei casi la struttura di viale Trento Trieste risponde ad una richiesta degli enti locali, impossibilitati a trovare una soluzione in breve tempo. I posti letto offerti sono quasi un centinaio, sempre quasi tutti occupati.
Negli anni, la Casa dell’Accoglienza ha deciso di tenere aperto il Rifugio notturno (12/15 posti) tutto l’anno per dare un appoggio ai senza tetto, anche nei mesi non invernali. I motivi si avvicinamento alla Casa sono per lo più gli sfratti esecutivi, la perdita del lavoro, l’allontanamento di donne e bambini da case in cui vivevano situazioni di violenza domestica. In media sono tre alla settimana i casi a cui gli operatori si interessano, 200 all’anno. Un importante servizio è quello della mensa. Ne usufruiscono sia gli interni che gli esterni: anziani o persone in difficoltà che pranzano e cenano a prezzi calmierati. “I servizi della struttura diocesana – si legge sul sito della Diocesi – molto spesso suppliscono a vere e proprie carenze delle Amministrazioni locali che non riescono a fronteggiare nell’immediato le situazioni di criticità che si presentano: così essa rappresenta un essenziale luogo di collocamento temporaneo in attesa che gli organi deputati riescano a individuare le strategie migliori perché la persona possa ritrovare la propria autonomia. E capita spesso che gli enti locali non abbiano nemmeno i soldi per coprire le spese di soggiorno”.
Dal punto di vista finanziario, la Casa dell’Accoglienza conta soprattutto su diverse donazioni e sul contributo dell’8xMille (100mila euro la cifra destinato lo scorso anno).

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Commenti
  • siamo sicuri che monsignor Assi intendesse la casa dell accoglienza come ce la troviamo oggi??io ho i miei dubbi!e cmq gli introiti non derivano solo dall 8×1000 e dalla bontà dei cremonesi,ma anche dai soldini che prendono per ogni “rifugiato”che viene ospitato!mica lo fanno gratuitamente eh…

    • Teresa

      Vai vendi tutto e dallo ai poveri.

  • allegria

    Poco mi interessa da dove ricevono i soldi, mi interessa che Cremona può dirsi orgogliosa di avere una struttura del genere…pur con tutti i limiti del caso!!! Se poi penso al fatto che è aperta tutto l’anno senza mai avere momenti di tregua…io non sarei in grado di farlo.

  • tantoperdire

    Certo i limiti ci sono, dove non esistono? Ma credo che il Vescovo Assi abbia avuto un’ottima intuizione e abbia dato uno stimolo notevole alla Chiesa cremonese. In 25 anni sono passate tante persone che avevano bisogno; c’è mai stata una volta che sia successo lì dentro quello che spesso accade per le vie di Cremona in termini di maleducazione? Mah, sempre sti soldi per la testa. Perché non andare a conoscere da vicino quello che fanno i responsabili? Forse qualcuno darà maggiori spiegazioni di questo articolo.ardenD