Cronaca
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Renzi o non Renzi? Manfredini: 'Suo momento' Burgazzi: 'Mitighi i toni'

Sopra, Burgazzi e Manfredini. Sotto Renzi al Cittanova

Riflessioni in corso tra i democratici cremonesi dopo che Matteo Renzi a Bologna ha annunciato ‘Mi candido per restituirvi il Pd. E dopo che il ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini ha dichiarato: ‘Se lavorerà per unire, voterò per lui’, seguito a ruota dall’ex ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni.

Sui social il Pd cremonese si scambia impressioni. Alessia Manfredini, consigliere comunale, già dichiaratasi ‘renziana’ allo spareggio delle primarie, scrive: “Questo è il momento di Matteo. Per tre ragioni. Interpreta al meglio una profonda domanda di rinnovamento presente nella società italiana. Ha una proiezione mediatica che lo mette in presa diretta con una larga parte dell’opinione pubblica che va al di là della militanza attiva e raccoglie consenso fuori dal Pd e dal centrosinistra. Supera gli steccati, in maniera trasversale, intercettando coloro che si sentono delusi: delusi dalla mancata vittoria del centrosinistra, delusi dalla sterilità delle proposte di Grillo, delusi dal centro destra e da Berlusconi”.

Anche Luca Burgazzi, giovane democratico, commenta: “Il Pd deve uscire dall’angolo in cui egli stesso si è cacciato. Renzi è forse l’unica risorsa al momento per farlo. Non dobbiamo però cedere al personalismo, e per farlo ci vuole un partito forte e radicato. Qui non c’è nessuno che ci può salvare da solo, ma occorre una comunità. A prescindere dal candidato credo che ci sia da lavorare all’unità del partito. Su questo punto forse è dovere di tutti dare il massimo. Renzi dovrà mitigare i suoi toni perché da soli non si va da nessuna parte. Io però scene come le ultime primarie non le voglio più vedere. Le tifoserie di questo o quello che sono state messe in campo andranno demolite. Ci servono persone e non ultras”.

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