Commenta

In una mostra diffusa Cremona com'era nelle cartoline d'epoca

mostra diffusa-evid

Una nuova mostra diffusa su come è cambiato il volto di Cremona negli ultimi cento anni. Dopo le foto dell’archivio Fazioli  collocate tre anni fa su pannelli nei luoghi delle grandi trasformazioni urbanistiche del secolo scorso,  Cremonabooks torna sull’idea di accostare vecchio e  nuovo, riproponendo gli itinerari turistici  della guida del Touring dei primi del Novecento, che segnò una svolta nel modo di intendere la promozione  delle bellezze artistiche cittadine. Nella nuova guida infatti il visitatore della città vi giunge in treno, e proprio dalla stazione ferroviaria partono i tragitti che accompagnano il turista attraverso i punti salienti del centro urbano.

La fonte iconografica stavolta è costituita dalle cartoline del Fondo Armanetti, conservato presso l’Archivio di Stato di Cremona. Preziosi documenti che immortalano monumenti ma anche momenti di vita cittadina, case, negozi, persone impegnate nella vita quotidiana e nei momenti di svago; con  il tram, visibile in moltissimi degli scatti proposti, in  servizio a Cremona tra il 1916 e il 1940, a fungere da filo conduttore di questi percorsi.

Alla stazione il turista è indirizzato verso il centro cittadino passando per porta Milano, detta anche porta San Luca, e poi attraverso gli assi commerciali della città, i corsi principali, Garibaldi e Campi, passando per piazza Sant’Agata dominata dalle moli della facciata neoclassica della chiesa e del medievale palazzo Cittanova. Nel cuore della città ci si imbatte, prima di arrivare in piazza del Duomo, nel centro cittadino che tra la fine dell’Ottocento e gli anni trenta del Novecento ha visto le massime trasformazioni urbane: il giardino di piazza Roma, sorto sull’area del demolito monastero di San Domenico, e piazza Stradivari, in cui gli edifici del tessuto storico cittadino sono stati quasi del tutto demoliti per realizzare una serie di architetture di regime nella mai compiuta piazza Littoria. Quindi, piazza del Duomo, con il Torrazzo, il Duomo da poco liberato dagli edifici che fino agli anni Trenta del Novecento vi si addossavano, il Battistero, il Palazzo Comunale, la Loggia dei Militi e l’adiacente piazza del Lino.

Dal centro urbano medievale il visitatore è invitato a conoscere parti meno note della città, ma altrettanto interessanti: oltrepassato il neoclassico Palazzo Vescovile si può addentrare nei quartieri “bassi”, verso porta Romana, o spingere lungo corso Umberto, altro asse commerciale della città, verso porta Venezia; oppure, dall’altra parte della città, dirigersi verso il fiume Po passando attraverso corso Vittorio Emanuele, l’ottocentesca contrada del Teatro, oltrepassando la porta Po e percorrendo il viale Po.

Ad integrazione di questo ideale percorso, alcuni aspetti interessanti della città sono illustrati, in mancanza di cartoline, da immagini fotografiche scattate da importanti fotografi cittadini: l’ospedale Fatebenefratelli, ospitato negli ambienti di Palazzo Affaitati oggi sede del Museo civico Ala Ponzone e della Biblioteca statale, e il complesso architettonico di San Domenico grazie agli scatti di Aurelio Betri risalenti agli anni sessanta-settanta del XIX Secolo; e piazza Marconi, sorta sul demolito convento di Sant’Angelo, con il Palazzo dell’Arte oggi sede del Museo del Violino, attraverso le fotografie di Ernesto Fazioli degli anni quaranta e cinquanta del Novecento.

La mostra diffusa,che già attrae la curiosità dei passanti, sarà presentata in una conferenza stampa in programma mercoledi 18 settembre alle ore 17 in sala Puerari con l’assessore alla Cultura Nicoletta De Bona, la direttrice dell’Archivio di stato Angela Bellardi e l’autrice dei testi Elisabetta Bondioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti