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Imu su abitazioni di lusso A Cremona la pagheranno 601 case

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Sono 601, contro le 6.609 di Firenze, le  6419 di Genova o, per stare più vicino a noi, le 2.183 di Brescia o le 922 di Piacenza. Si tratta delle abitazioni principali situate a Cremona, che quest’anno pagheranno l’Imu nonostante la cancellazione dell’imposta decretata dal governo Letta. Sono infatti abitazioni signorili, oppure ville o ancora castelli, immobili classificati al catasto come A1, A8 e A7, e che secondo le stime del ministero garantiranno un gettito di 105 milioni, contro i 4,1 miliardi che lo Stato perde con l’esenzione di tute le altre. Cremona figura 31esima nella classifica dei primi 40 comuni con il più alto numero di immobili di questo tipo (la pubblica questa settimana Il Venerdì di Repubblica) ma le ombre sono tante. Le classificazioni catastali sono il frutto di una banca dati in gran parte non aggiornata, in cui resiste un consistente numero di abitazioni accatastate nei primi anni del secolo scorso, quando ci fu effettivamente una corsa alle costruzione di case di lusso. Superficie di oltre 240 metri quadrati, tre bagni almeno, finiture di lusso, portineria, ampi spazi comuni e quant’altro. Oggi molte di questi abitazioni valgono meno, sul mercato, di altre più nuove e magari ubicate in zone della città più appetibili e soprattutto con caratteristiche di risparmio energetico che fanno la vera differenza sul prezzo di vendita.

Cremona poi, al pari degli altri centri urbani in classifica, avrebbe visto la crescita di queste abitazioni come frutto della riclassificazione attuata da molti proprietari negli anni Settanta, i quali, in vista della legge sull’equo canone che bloccava gli affitti, fecero interventi edilizi di riqualificazione per potersi garantire affitti a canone libero.

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