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Frana nel cantiere Morì sepolto dalla terra, aperto il processo

infortunio

E’ a processo per omicidio colposo, Achille Bonoldi, 66 anni, di Vescovato, residente a Sesto ed Uniti, all’epoca dei fatti coordinatore della sicurezza, direttore dei lavori e progettista nell’area del cantiere, teatro, il 2 dicembre del 2009, di un infortunio mortale sul lavoro. Vittima, Alberto Ferrazzano, operaio di 39 anni originario di Potenza ma residente a Colorno, in provincia di Parma. L’uomo era stato travolto, schiacciato e sepolto da un cumulo di terriccio franato nello scavo dove stava lavorando nel cantiere edile di Casanova del Morbasco. “Abbiamo sentito gridare”, ha detto oggi in aula uno dei testimoni che quel giorno si trovava sul cantiere. “Aveva tutta la terra addosso e noi ci siamo messi a scavare per tirarlo fuori”. Ma Ferrazzano, dipendente di un’azienda di Sissa, marito e padre di due figli, non era riuscito a sopravvivere. Per quell’infortunio, avvenuto quattro anni fa, per ora la vedova ha avuto un anticipo dall’assicurazione di 100.000 euro. Quel giorno la vittima stava lavorando insieme al suo datore di lavoro, Gianni Storci, 61 anni, di Trecasali. La ditta Storci era incaricata della realizzazione di lavori di scavo e posa delle fognature. Il 2 dicembre del 2009 il geometra Storci aveva già realizzato un fossato della profondità di due metri e largo 60 centimetri, e aveva depositato il materiale di risulta in parte sul ciglio dello scavo e in parte sul cassone di un autocarro. Improvvisamente una parte della parete caricata con il materiale di risulta era franata per un tratto di circa sette metri, sorprendendo Ferrazzano che in quel momento si trovava all’interno dello scavo. Il 39enne era stato letteralmente sepolto dalla terra. Di quello scavo, hanno riferito oggi i testimoni della difesa, Bonoldi non era stato informato. Si torna in aula il prossimo 28 ottobre con l’esame dell’imputato.

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