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5,6 milioni di debiti dello Stato verso la Provincia Arretrati vecchi di 15 anni

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Provincia di Cremona e Ministero dell’Interno l’uno contro l’altro, e di mezzo la Corte dei Conti. Ammontano a ben 5,6 milioni i debiti per mancati  pagamenti da parte dello Stato nei confronti all’ente di corso Vittorio Emanuele, di cui la metà risalenti addirittura a quindici anni fa. Per la precisione, 2,8 milioni sono riferiti alla compartecipazione Irpef del 2004; 2,7 milioni sono invece trasferimenti erariali maturati e non erogati nel periodo 1998-2005. Debiti così vecchi, iscritti dalla Provincia nei propri bilanci come residui attivi, su cui però la Corte dei Conti aveva aperto un’istruttoria,  in quanto difficilmente esigibili. Tanto che nel 2011,  la sezione regionale di controllo della magistratura contabile, relativamente al rendiconto 2010, aveva rilevato  che “l’accumulo dei residui mina la capacità del bilancio di indicare saldi effettvamente sussistenti e quindi priva gli amministratori del primario patrimonio informativo di cui dispongono per programmare l’attività dell’ente in ragione degli andamenti finanziari”.

Ma la Provincia ha anche un altro debitore illustre, Regione Lombardia che a tutt’oggi deve  alle casse locali 4,4 milioni di euro relativi al 2007.

L’istruttoria della Corte dei Conti nel frattempo è stata archiviata in quanto i revisori dell’ente hanno spiegato le buone ragioni che inducevano a iscrivere di anno in anno i residui attivi. Il problema è come indurre lo Stato a pagarli e così nel febbraio scorso la Giunta provinciale ha deciso di passare alle maniere drastiche, deliberando di fare un decreto ingiuntivo nei confronti del Ministero, al fine di recuperare in tempi stretti le somme. Da allora ad oggi le cose sono andate a rilento come nella migliore tradizione delle cause civili italiane: il Tribunale di Roma ha emesso il decreto soltanto lo scorso 17 luglio; poi notificato agli organi di stato il 20 agosto. La risposta degli uffici romani, il 18 settembre è stata che i crediti saranno “nel tempo onorati, in relazione alle somme rese disponibili dal Ministero del’Economia e delle Finanze”. Di questa lunga procedura, non ancora giunta a buon fine, verrà data informazione  questo pomeriggio 27 settembre in  Consiglio provinciale  dove oltre a vare interogazioni si voterà anche la retrocessione della Provincia da Padanie Acque, primo ente locale a farlo.

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