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Tumore al seno, all'anno 550 nuovi casi Summit al Trecchi

convegno

Dal 5 al 7 ottobre si terrà a Cremona (Palazzo Trecchi) la 5° edizione del Simposio internazionale “Primary systemic treatment in the management of operable breast cancer”. Organizzato da Azienda Ospedaliera di Cremona (UO di Patologia Mammaria- Breast Unit) in collaborazione con Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia ed il supporto dell’Università di Brescia, l’evento (presentato in una conferenza stampa) pone l’attenzione sulle novità terapeutiche in materia di patologia mammaria e presenta in anteprima un nuovo test genomico finalizzato a stabilire il reale beneficio di una chemioterapia e le probabilità recidivanti della patologia.

Ad attestare la rilevanza dei contenuti del convegno sono il riconoscimento dell’ASCO (American Society Of Clinical Oncology), che per la prima volta sostiene un evento “made in Italy” e la partecipazione di alcuni fra gli oncologi più importanti a livello internazionale, provenienti da diverse città del mondo (ad esempio: Londra, Philadelphia, Toronto, Monaco, New York Melbourne).

Proprio per questo i contenuti scientifici, le novità e gli esiti delle tre giornate di studio saranno pubblicate su una delle riviste oncologiche più prestigiose a livello internazionale: il Journal of National Cancer Institute, giornale di riferimento per chi scrive le linee guida della terapia anti-tumorale nel mondo. E’ in sede di congresso – infatti – che sarà possibile aprire il confronto sul delicato tema della terapia al tumore mammario e mostrare gli ultimi risultati in termini di nuovi farmaci, nuove metodiche diagnostiche e nuovi bersagli molecolari per la terapia anti-cancro.

La giornata di apertura sarà guidata dal presidente dell’ASCO, Prof Cliff Hudis, che parlerà dello stato dell’arte della terapia neoadiuvante del tumore mammario ponendo in risalto le ultime notizie sui nuovi farmaci approvati dal FDA (Food and Drug Administration) e quindi presto disponibili anche in Italia.

Grazie a tale palcoscenico aperto sul mondo, Cremona, l’Azienda Ospedaliera e l’Unità di Patologia Mammaria, consolidano il ruolo di leader nell’approccio al tumore mammario. A tale proposito va ricordato che, nelle ultime quattro edizioni del simposio internazionale che l’Unità Operativa di Patologia Mammaria insieme alla UO di Oncologia Medica di Orbassano/Università di Torino, in qualità di organizzatori,  hanno sempre dato un apporto significativo attraverso la propria esperienza clinica, scientifica ed umana, che ha consentito di applicare le più recenti innovazioni nel trattamento del tumore alla mammella.

UO di Patologia Mammaria di Cremona, ecco i dati

“In Italia – Spiega Alberto Bottini (Direttore della UO di Patologia Mammaria Breast Unit – Ospedale di Cremona) il carcinoma mammario è una malattia di forte rilevanza clinico-sanitaria. Si tratta, infatti, del tumore più frequente nel sesso femminile: ogni anno sono oltre 42.000 i nuovi casi e oltre 12.000 i decessi. Il tumore alla mammella colpisce nel nostro Paese circa una donna su 13. Nella Provincia di Cremona vi sono ogni anno 550 nuovi casi. Con questi numeri, ricerca, aggiornamento continuo e confronto tra specialisti di alto livello è d’obbligo. Le pazienti prese in carico dalla nostra Unità Operativa sono circa 350  e in media, ogni anno, si registrano 70 nuovi casi di tumore metastatico. Nel 2012 le visite di controllo e valutazione (follow-up) effettuate sulle nostre pazienti sono state 3.000. mentre 12.000 sono state le visite senologiche preventive.

Un dato significativo e soprattutto rassicurante riguarda la percentuale di guarigione che riguarda l’85- 90% dei casi. Non solo. I dati internazionali dell’ultimo decennio evidenziano una sensibile ma continua riduzione della mortalità(10%), questo grazie sia alle nuove terapie sia alle campagne di screening che hanno contribuito a diffondere la cultura della prevenzione”

“La quinta edizione – continua Bottini – vede l’Unità di Patologia Mammaria insieme alla UO di Oncologia Medica degli Spedali Civili di Brescia/Università degli Studi di Brescia puntare su prevenzione, trattamento chirurgico all’avanguardia e terapie innovative sempre più mirate grazie al supporto della biologia molecolare applicata al campo clinico; tutto questo coordinato da un team multidisciplinare, quale caratteristica essenziale del percorso di cura proposto e praticato dalla nostra èquipe in collaborazione con l’equipe del Prof Berruti”.

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