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Salute mentale al femminile, sportello aperto il 10 ottobre

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Il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera di Cremona partecipa alla giornata Nazionale della Salute Mentale in collaborazione con ONDA (osservatorio Nazionale per la Salute della Donna) che si svolgerà il 10 ottobre 2013 dalle 9 alle 14. La giornata è declinata al femminile e dedicata alle fragilità o disagi che possono interessare le donne di ogni età e cultura. Le donne che lo desiderano potranno avvalersi della consulenza degli specialisti per un primo colloquio informativo presso:

• Ambulatori Ospedale di Cremona –Piano T (Largo Priori 1, Cremona)

• Ambulatorio Ospedale Oglio Po (Via Staffolo n 51 – Vicomoscano – Casalmaggiore)

• CPS di Cremona (Viale Trento e Trieste n 15, Cremona)

• CPS di Casalmaggiore (Via Romani 52, Casalmaggiore – CR)

• CPS di Soresina (Presso Polo Ospedale Robbiani, Via Inzani 4, Soresina – CR)

Intervista al dr. Antonino Minervino, direttore del dipartimento di salute mentale.

Il pensiero comunemente identifica le donne come più vulnerabili e fragili: è davvero così?

No, non è vero. È falso. Comunemente si indica nel maschio il sesso forte,ma questo è un retaggio storico, culturale e politico. Madre Natura non a caso ha affidato alle donne il compito di fare i figli, dando così continuità alla razza umana.

Quali sono le fragilità o le problematiche più diffuse tra le donne?

Detto questo anche le donne hanno le loro fragilità che si manifestano in termini di sofferenza psicologica soprattutto nell’ambito dei disturbi emotivi, come ansia e depressione.

Perché è importante non aver timore di mostrare il proprio disagio?

E più che importante, è fondamentale. La parola è strumento di condivisione, la condivisione è il primo medicamento e che prima viene somministrato più ci si ripara del rischio che il disagio si trasformi in malattia.

Parlarsi è la migliore cura!

Quale ruolo giocano famiglia, conoscenti ed amici?

Noi siamo essere relazionali ed il nostro patrimonio di relazioni è la prima rete cui affidarsi. Ecco perché vale la pena fare manutenzione delle proprie relazioni .

A chi rivolgersi?

Al proprio medico di famiglia, ai vari servi di ascolto, ai servizi di salute mentale e di psicologia.

L’importante è non esercitare per primi un pregiudizio verso la propria sofferenza. È bene ricordarsi che è sempre possibile ricevere un aiuto.

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