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In campo con le stampelle, al Soldi la partita Italia-Francia amputati Gli azzurri perdono 2 a 1 "E' stato comunque un successo"

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foto Sessa

Una grande festa, oltre che una grande partita. Al campo Soldi di Cremona la prima gara in Italia della nazionale amputati, organizzata grazie al contributo del Csi. Gli azzurri sono scesi in campo davanti ad un pubblico numeroso nonostante la pioggia, sul commento di un ospite d’eccezione, il telecronista Bruno Pizzul. Accanto a lui lo speaker cremonese Michelangelo Gazzoni. Presenti il vicepresidente nazionale Csi Bosio (“Queste sono persone che ci credono fino in fondo”), il sindaco Oreste Perri (“Grande emozione e orgoglio. I disabili nello sport mostrano la loro abilità, anziché la disabilità”) e l’assessore ai Servizi Sociali del Comune Luigi Amore, oltre che ad Anna Maria Manara, responsabile nazionale attività Csi per disabili e membro del Consiglio Nazionale del Cip, braccio della manifestazione.
“Grazie per la calorosa accoglienza – ha esordito Pizzul al microfono, prima di leggere le formazioni – Questa è una manifestazione importante, un battesimo per la nazionale nata dall’idea di Francesco Messori (14enne emiliano che gioca a calcio su una gamba sola e ha disputato il suo primo torneo ufficiale a Bonemerse, ndr) che su Facebook ha organizzato la squadra. E’ un evento agonistico che merita tutta l’attenzione e la visibilità possibili”. Prima degli inni delle nazionali, letto anche un messaggio di Gianluca Vialli: “Non posso essere presente fisicamente, ma un in bocca al lupo a questa nuova nazionale così importante”.
La partita al campo Soldi è stato il ritorno di una gara già disputata in Francia, in cui gli azzurri hanno perso 5 a 2.
Queste le caratteristiche del match. Campo più piccolo, sette giocatori. Due tempi da venticinque più un tempo da quindici minuti per gli atleti non utilizzati dai mister durante la gara vera e propria. Prima di iniziare è stato osservato un minuti di silenzio per le vittime della strage di Lampedusa.
La partita è finita 2 a 1 per i francesi con una prestazione in recupero per gli azzurri. “Hanno partecipato in tanti – ha raccontato al termine del match Anna Maria Manara – e i nostri hanno giocato bene nella seconda parte della partita. Meritavano almeno il pareggio. A parte il risultato, però, siamo contenti perché muovere la gente sul campo della disabilità è sempre difficile. Siamo riusciti a valorizzare lo sport diversamente abile con pari dignità, anche per quanto riguarda la tecnica”.
Prossima tappa per la nazionale italiana, un allenamento a Coverciano, Casa Italia, per concludere l’anno 2013. Poi, al lavoro per organizzare l’attività del prossimo anno, alla luce delle numerose adesioni alla squadra.

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