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Tamoil, la cassa sta finendo Il 22 ottobre Tavolo regionale

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Nella foto a destra, un’assemblea dei dipendenti Tamoil prima della chiusura, nel 2010

Si terrà il 22 ottobre in Regione, l’atteso Tavolo di monitoraggio previsto dagli accordi ministero-sindacati-azienda dell’aprile 2011, successivi alla crisi Tamoil che portò alla chiusura della raffineria e al ridimensionamento in deposito. Si tratta della prima convocazione del 2013,  a un anno di distanza dalla precedente. I problemi sorti nell’ultima fase del governo Formigoni in regione avevano paralizzato numerose attività istituzionali, e il momento di incontro tra parti sociali e azienda era slittato. sine die. Tra l’altro, il Tavolo (sollecitato di recente anche dal consigliere regionale Pd Agostino Alloni)  servirà a fare il punto sulla situazione occupazionale dei cassa-integrati Tamoil, oltre la metà dei 200 originariamente espulsi. Ma non si sa con esattezza quanti di loro abbiano trovato una ricollocazione.

La data del 22 ottobre cadrà a due settimane da un altro importante momento in calendario. L’8 ottobre, a Roma presso il Ministero per lo Sviluppo economico si aprirà la conferenza dei servizi che darà il via allo smantellamento degli impianti della ormai ex raffineria. Lasciando in loco solo quelli funzionali all’attività di deposito. Un processo di deindustrializzazione che, negli accordi ministeriali di due anni fa, doveva spianare la strada ad altri investitori. Da allora, nei fatti, nessuna proposta è arrivata sul territorio e l’indotto si è dovuto arrangiare.

Gli ultimi dati di fonte sindacale parlavano, al 2012, di un’ottantina di dipendenti Tamoil in cassa integrazione fino al 19 dicembre 2013, scadenza dei due anni dalla cassa integrazione concordata a Roma. Per loro, all’indomani della scadenza, scatterà la messa in mobilità, da un minimo di uno a una massimo di tre anni a seconda della anzianità di servizio. Una cinquantina hanno invece trovato lavoro nel deposito.

L’argomento occupazionale è entrato di striscio, grazie al consigliere provinciale Giuseppe Torchio, nell’ultima riunione dell’Osservatorio Tamoil convocata lo scorso 20 settembre all’Arpa. L’ex presidente della Provincia ha accennato (lo aveva già fatto in diversi interventi in consiglio provinciale) alla possibilità di favorire la ri-occupazione dei dipendenti Tamoil presso le iniziative industriali in corso nel settore dello stoccaggio di metano da parte di Stogit e Snam tra Bordolano e Sergnano. Torchio ha parlato di circa 200 addetti in mobilità, “provenienti sia da Tamoil che da Abibes, del settore petrolchimico per i quali serve investire”.

Confortanti, invece, i dati forniti dai tecnici di Tamoil  (e suffragati dall’Arpa) sul fronte inquinamento ambientale. La barriera idraulica sta funzionando e ne sono una riprova l’assenza di inquinanti nella falda intermedia e profonda; e anche nelle aree esterne della raffineria la situazione sta migliorando, visto che nel 2009, 6 piezometri (su 26) davano superamenti  delle concentrazioni – soglia degli inquinanti, mentre a giugno 2013 queste si riscontravano in soli 4 piezometri. I dati completi, pubblicati da poco sul sito del Comune, contraddicono il giudizio pesantemente negativo emerso nella relazione dei periti del giudice Guido Salvini,  nell’ambito del processo per inquinamento a carico di alcuni dirigenti Tamoil. Stando alle dichiarazioni del consulente tecnico Tamoil Donini, riportate nel verbale dell’Osservatorio e supportate da una serie di slides, emerge che nel primo semestre 2013  “il pompaggio di prodotto surnatante si è dimezzato rispetto ai dati registrati nel semestre precedente ed alcuni piezometri sulla falda superficiale, che prima davano risultati positivi, ora risultano negativi”. Il tecnico ha spiegato”che la contaminazione del sottosuolo interessa solo la porzione centrale e meridionale del sito, cioè la parte più vecchia dove è sorta la Raffineria, il nucleo storico originario edificato prima del 1970. Oggi si può pertanto dichiarare che l’inquinamento appare confinato nella parte più vecchia della Raffineria, in prossimità degli impianti originari. Anche i dati riguardanti le aree esterne dimostrano che gli impianti di messa in sicurezza ivi realizzati danno i loro frutti. Il sistema di Pump & Treat, operativo dal novembre 2007 presso le aree esterne, ha dato i risultati sperati ed i nuovi impianti messi in funzione da marzo 2013 proseguono in tal senso”. Per quanto riguarda  gli interventi  sui serbatoi, sono in corso modifiche per quattro di essi e l’intenzione di Tamoil è di completare il doppio fondo per tutti i serbatoi residui entro otto anni.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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