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Achille Leani, maestro astronomo

taglietti

C’è in cielo, tra il miliardo di stelle, una stellina intitolata a lui, ad Achille Leani, il maestro cremonese che si dedicò con successo agli studi di astronomia, diventando un  grande esperto del mondo che punteggia il nostro cielo d’estate. Egli era una delle figure più note della città, conosciuto e stimato quale sagace maestro elementare, vòlto ad elevare i piccoli allievi dai limiti dell’infanzia alla consapevolezza delle cose e dei sentimenti.

Da giovane, nel mentre intraprendeva l’attività di insegnante elementare, era arrivato alla soglia della laurea alla Facoltà di Magistero, presso l’Università di Genova, ma situazioni d’ordine pratico lo avevano poi fermato. Tra gli astrofili aveva occupato una posizione di rilievo, arrivando a fondare ed a costituire un nucleo consistente di collaboratori a Soresina, dopo che si era affermato tra gli esponenti del Gruppo astrofili di Cremona.

Assieme al giudice dott. Grande, al chirurgo dott. Mondini e a chi scrive, aveva creato con autorevole intervento l’Associazione chiamata UNITRE, la ‘Università della terza età’, che nei lunghi anni ha prosperato, creando contatti con altre analoghe Associazioni e diventando quella realtà culturale in cui gli anziani trovano il modo migliore per riandare con la mente ai loro studi del passato, aggiornandosi pure alla cultura del presente.

Leani era stato chiamato a far parte della direzione dell’Unitre perché ben si conosceva il suo bagaglio di conoscenze, la sua correttezza, la sua disponibilità. Né ci siamo sbagliati. Egli è stato una delle pietre di fondazione dell’Associazione, una delle colonne su cui si è costruito questo bell’edificio culturale.  Provvisto d’uno spirito contrassegnato dalla concretezza, ha contribuito a stenderne lo statuto, il regolamento, i programmi   e ad attivare la loro organizzazione.  Ma soprattutto   era animato dalla passione che lo induceva a incrementare (e ad … infiammare) le sue conoscenze del mondo stellato. Il cielo, l’immensità della sfera celeste non avevano, per lui, misteri; il planisfero era, per lui, una cartina topografica, i cui luoghi egli percorreva senza difficoltà. La nomenclatura e le caratteristiche delle stelle egli aveva, come si suole dire, sulla punta delle dita … e nei   congressi degli astronomi egli non aveva difficoltà a prendere la parola e a far valere le sue tesi.

Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del secolo scorso si era impegnato alla fondazione dell’U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) con la pubblicazione della rivista ufficiale “Contributi” della quale egli è direttore ed editore per molti anni.

Leani inoltre è stato fra i fondatori  dell’I.U.A.A. (International Union of Amateurs Astronomers) assumendone, come editore, anche la direzione. Gli venne pure affidata la supervisione della rivista di carattere scientifico,“Astronomia”, che usciva in varie lingue (persino in arabo!).  Ricordo che questo me lo disse con estrema soddisfazione.  Evidentemente godeva della stima dei colleghi astronomi, dei direttori delle specole, degli osservatori astronomici, dei professori universitari, di coloro  che (per professione) dedicano il loro tempo ad osservare quei mondi misteriosi, che vorremmo meglio conoscere e che vorremmo ci svelassero i loro misteri (che sono poi i misteri della vita).

 

Gianfranco Taglietti

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