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Il 70% dei giovani si definisce credente ma solo il 10,5% è 'cattolico impegnato'

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“Giovani e fede. Identità appartenenza e pratica religiosa dei 20-30enni” è il titolo della ricerca, promossa dagli Oratori delle diocesi lombarde (Odl), presentata sabato 12 ottobre a Milano, presso la “Casa Ildefonso Schuster” in via Sant’Antonio 5 (ore 9.15) e diffusa a livello provinciale dal sito della Diocesi. La ricerca, cui ha collaborato l’istituto Ipsos Nando Pagnoncelli, ha coinvolto anche alcuni ragazzi cremonesi. L’obiettivo? Indagare come i giovani di oggi (20-30enni) vivono il loro rapporto con la fede.
Dai dati emersi dallo studio risulta una radicalizzazione delle due posizioni estreme, ‘non credenti’ e ‘credenti impegnati’, a discapito della posizione intermedia di ‘credente occasionale’.
In Lombardia si dichiara “non credente” il 29,9% dei 20-30enni, contro il 27,6% dei loro coetanei in tutta Italia. La percentuale di presenza dei “cattolici impegnati” tra i giovani lombardi è, invece, del 10,5%, decisamente superiore rispetto ai dati riferiti all’intera penisola, che registrano un 8,7%. Un ulteriore dato emergente è sicuramente quello dell’aumento della partecipazione dei giovani ai pellegrinaggi. Dal 2004 al 2010 la frequenza di partecipazione a riti religiosi è diminuita così come la frequenza di partecipazione alle celebrazioni, inclusa la Messa di Natale, mentre l’adesione a pellegrinaggi è cresciuta dal 9,7% all’11,6% e la partecipazione a processioni religiose è cresciuta dal 26 % al 29,3%.
“I 20-30enni – si legge nell’articolo della Diocesi – sembrano dirci che sono le esperienze globali di relazione, di amicizia, di coinvolgimento reale in un gruppo, di cammino o di viaggio, a parlare in modo più diretto al loro cuore. I luoghi, fisici o metaforici, in cui loro si sentono a casa, si sentono coinvolti, in cui possono vivere relazioni vere, sono quelli che rispondono al loro bisogno di appartenenza e di ricerca condivisa del senso della vita. Questo ci interpella e ci porta a interrogarci sui linguaggi che utilizziamo per comunicare il Vangelo all’interno dei gruppi e delle celebrazioni dove incontriamo i 20-30 di oggi”.

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