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Legge Stabilità, Sap polizia: "Adesso basta tagli"

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Il sindacato di polizia Sap interviene duramente sulla legge Stabilità. Si parla di in modo critico di “‘assassinio’ della sicurezza civile del nostro Paese” e di “militarizzazione della gestione delle piazze”. Strali contro i tagli ai fondi per la sicurezza e richieste di modifiche del testo in Parlamento: “Pronti a ricorrere a manifestazioni”.

“Sottolineiamo con estrema amarezza per l’ennesima volta – si legge nel testo diramato dalla segreteria provinciale del Sap, guidata da Gianluca Epicoco – la scarsa considerazione dell’esecutivo rispetto alla stesura della legge di stabilità per il prossimo anno. A fronte di straordinari, missioni e indennità non ancora pagate, carenze logistiche di ogni genere, parco automezzi sempre più disastrato, carenze di divise, aumento esponenziale dell’età media, si profila l’ennesimo blocco del rinnovo contrattuale e del tetto salariale, che ha minato la tenuta e la funzionalità della Polizia di Stato e le rassicurazioni ricevute che nella manovra economica sarebbero finalmente arrivati i fondi per pagare il lavoro già svolto da oltre un anno e per approvvigionarsi di mezzi e strumenti idonei per continuare la lotta alla criminalità. Ancora una volta pare che dovremo registrare l’ennesimo taglio dei fondi per la sicurezza”.

“Francamente – prosegue il Sap – la situazione appare non più tollerabile perché mentre alla Polizia si continua a tagliare, sembra che al comparto Difesa verranno assegnate risorse in più rispetto ai bilanci di quest’anno. Una scelta politica chiara ed inequivocabile, che, a fronte dell’acuirsi dei conflitti di piazza, che vedrà certamente un autunno incandescente, preferisce ricorrere a scelte di ‘militarizzazione’ piuttosto che rafforzare i presidi democratici garantiti dalla Polizia di Stato, che oggi come non mai, deve necessariamente partecipare attivamente alla mediazione dei conflitti oltreché a garantire la sicurezza dei cittadini. Crediamo che sia giusto che i cittadini, già duramente colpiti in tutti gli aspetti della propria vita da un’oppressione fiscale diventata ormai intollerabile e da tagli di ogni genere, abbiano almeno il diritto di vedere garantita la propria sicurezza perlomeno in una maniera decente. Se le cose rimarranno così ed il passaggio parlamentare non permetterà di reperire nuove risorse, rischiamo di non essere più in grado di garantire quello che negli ultimi anni, anche a fronte di sacrifici personali posti in essere dagli uomini e donne in divisa, a fatica si è riusciti a mantenere anche nel nostro territorio”.

“Non si possono sottovalutare le funzioni strategiche e l’insostituibile lavoro del personale impegnato in ogni momento per assicurare la sicurezza alla popolazione – conclude il sindacato di polizia -. I tagli lineari ai bilanci, la conferma del blocco contrattuale anche per tutto il 2014 ed il taglio degli straordinari, sono incompatibili con le delicate funzioni che i settori sicurezza e soccorso pubblico svolgono nel Paese e produrranno inevitabilmente scoramento e sfiducia tra il personale. Gli stessi Ministri ed il Presidente Letta nelle precedenti dichiarazioni pubbliche avevano riconosciuto la nostra specificità lavorativa e l’importante ruolo istituzionale che, nei fatti, vengono però smentite con le decisioni assunte. Confidiamo che il Parlamento modifichi il provvedimento e che le rappresentanze sindacali vengano convocate al più presto dal Governo per cercare di individuare insieme le soluzioni che consentano da un lato di garantire i servizi e dall’altro di valorizzare il lavoro del personale in uniforme. Se il governo procederà sulla strada delle penalizzazioni per gli operatori della Polizia di Stato, sarà inevitabile ricorrere a manifestazioni di piazza che facciano sentire a tutti le voci ed i disagi dei professionisti della sicurezza troppo spesso trattati come ‘dilettanti allo sbaraglio'”.

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Commenti
  • Saverio Brigati

    Massima solidarietà al sindacato di polizia, è ormai assolutamente vero che lo stato non è più in grado di garantire ai cittadini il benchè minimo servizio (istruzione, sanità, sicurezza, ecc…)
    La ragione è molto semplice: lo stato italiano, adottando l’euro e ratificando tutta una serie di trattati internazionali , ad oggi di fatto non è più uno stato sovrano; è ridotto ad essere un fantoccio telecomandato da qualcuno che siede ai piani alti;
    Una concisa e chiara spiegazione di ciò si trova qui :

    http://m.youtube.com/watch?v=TCRGLzIgGC4&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DTCRGLzIgGC4

    O ci riprendiamo la nostra sovranità, o sarà anche peggio di così.