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L'OSPITE – Gabriela Mistral, Nobel per la poesia

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Chi percorra (a piedi, è più bello!) i tre chilometri circa della strada che unisce Santa Margherita Ligure a Rapallo, a metà circa della camminata, superato San Michele di Pagana, scorge sulla muraglia una bianca lapide, divisa a mezzo da una scritta che, a sinistra, è in spagnolo e a destra in italiano. Se si riesce a soddisfare la curiosità, badando a salvarsi dal transito ininterrotto di auto e di moto, vi si legge: <<In questa casa visse negli anni 1951-52/ la poetessa cilena Gabriela Mistral/primo premio Nobel per la letteratura (1945)/della Repubblica del Cile/e dell’America Spagnola/ che fu console del Cile a Rapallo/in sua memoria/consolato generale del Cile, Genova/e/ l’Amministrazione del Comune di Rapallo/1986>>.

Dopo la sospensione del premio Nobel, dal 1940 al 1943 a causa della guerra, l’anno 1945 sarebbe dovuto essere l’anno di Paul Valery, che dal 1930 in poi era stato proposto almeno dieci volte; ma la morte si portò via il candidato ormai designato e aprì la via alla gloria a Gabriela Mistral, poetessa cilena, proposta per il Premio Nobel del 1940, non soltanto dalla Facoltà di Lettere di Santiago, ma persino dagli stessi Governi di tutti i Paesi dell’America latina.

I suoi compatrioti raccomandarono Gabriela Mistral (il suo vero nome era Lucila Godoy Alcayaga) in termini piuttosto perentori:<<La sua alta e forte personalità l’hanno imposta alla nostra considerazione come il valore intellettuale e morale dell’America Latina contemporanea e (senza contestazioni possibili) come una delle più grandi poetesse che siano mai esistite, se non la più grande di tutti i tempi>>.

Gabriela insegnò dapprima nella scuola elementare in un piccolo paese andino, e successivamente nella scuola superiore. Ebbe fra i suoi allievi il futuro poeta Pablo Neruda, che ricevette da lei la fervida sollecitazione ad impegnarsi nell’attività artistica.

Nel 1912 scrisse alcuni sonetti che vennero premiati ai giochi floreali di Santiago. Amando particolarmente i poeti Gabriele D’Annunzio e Federico Mistral, scelse lo pseudonimo Gabriela Mistral per firmare, nel 1914, il libro Sonetti della Morte, ispirato da un amore infelice (il suicidio del suo primo, grande amore). Questa silloge fu premiata dal più importante concorso letterario del paese, che la rese famosa in tutta l’America latina. Seguì poi Desolazione, nel 1922,   considerato il suo vero capolavoro, in cui troviamo le sue prime esperienze amorose, il suo amore di modesta maestrina per un ferroviere volubile, da cui venne abbandonata prima di aver la gioia di diventar madre.

Uscirono poi altre raccolte, quali: Tenerezza (1924), Il taglio del legno (1938), Lagar (1954) e il postumo Poema de Chile (1967). La sua produzione è caratterizzata da una forte pregnanza autobiografica attraverso i temi dell’amore, dell’affetto per la madre, della propria memoria dolorosa. E’ una lirica tutta intrisa di tenerezza.

Fra le due guerre mondiali, Gabriela Mistral rappresentò il Cile in qualità di console in diversi paesi europei, fra cui l’Italia. Ammalata di cancro, morì a New York, il 10 gennaio 1957, a 67 anni. I suoi resti vennero traslati in Cile nove giorni più tardi. Il governo cileno dichiarò tre giorni di lutto nazionale e centinaia di concittadini vennero a renderle l’ultimo omaggio.

Gianfranco Taglietti

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