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Acqua, via libera di tutti i Comuni a gestore unico, Padania vara nuovo statuto

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Acqua pubblica, si è conclusa una tappa fondamentale per dotare Padania Acque Gestioni di uno dei requisiti necessari per ricevere l’affidamento diretto del ciclo idrico. Si tratta della delibera con cui i singoli consigli comunali hanno dato il via libera alla retrocessione di quote, in modo da tale da far partecipare direttamente (e non più attraverso partecipazioni in società patrimoniali) i Comuni alla società di gestione. Nel giro di un mese, più o meno dal 1 ottobre, tutti i comuni della provincia hanno formalizzato l’operazione, che per il Comune di Cremona è consistita in una sorta di “switch” con Aem, entrata in A21 al posto del Comune, che ha così potuto girare le sue quote direttamente in Padania Acque  gestioni.  L’altro passaggio che la società presieduta dal cremasco Ercole Barbati deve effettuare è la modifica dello statuto in modo tale da consentire il “controllo analogo”: una necessità derivante dalla particolare forma di affidamento del servizio, senza gara pubblica, che verrà effettuato.  E’ una modifica sostanziale dello statuto, alla quale Padania sta ancora lavorando. L’obiettivo di ottenere la gestione, per quanto in via provvisoria, del ciclo idrico integrato è comunque ormai alla portata, dopo anni di discussioni e scontri nella maggioranza di centrodestra che guida la provincia, e dovrebbe avvenire formalmente dal primo gennaio 2014.

Secondo i sostenitori di questa linea d’azione, in questo modo il territorio cremonese si mette in regola, con anni di ritardo, rispetto al testo Unico Ambientale del 2006, derivante dal decreto legislativo 152 che prevede, tra l’altro, l’unicità del soggetto gestore dei vari momenti di cui si compone il ciclo idrico: captazione dai pozzi con eventuale potabilizzazione (in provincia di Cremona sempre necessaria), acquedotti, fognature, depurazione. In provincia, molti comuni di medie e piccole dimenzioni stanno ancora gestendo in economia soprattutto queste due ultime voci. Con problemi sempre maggiori ad effettuare spese per gli investimenti. Le sanzioni europee in questo senso sono in agguato per diversi enti locali e questo è uno dei motivi della necessità di concludere senza ulteriori ritardi l’affidamento ad un gestore unico.

Partecipata direttamente dai Comuni e ormai del tutto scissa dalla “madre” Padania Acque, la nuova Padania Acque Gestioni è il frutto di una complicata operazione di fusione dei rami idrici di tre diverse aziende territoriali. Per creare questo nuovo soggetto, fin dalla nascita un anno fa è stata ingaggiata una super società di consulenza e riorganizzazione aziendale, Kpmg. In corso di valutazione un rinnovo della consulenza. Pare inoltre scontata la necessità per la nuova società di dotarsi di un direttore generale.

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