Un commento

Ricerca idrocarburi, Virgilio interroga su piano 'Sospiro'

sospiro-virgilio

La regione Lombardia, tramite una delibera regionale, ha espresso un parere favorevole affinché il Ministero dello Sviluppo Economico rilasci alla San Leon Energy S.r.l. il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Sospiro”, su un’area di estensione pari a 421,20 km2 riguardante le Province di Brescia, Cremona e Mantova. Il gruppo PD in consiglio provinciale chiede spiegazioni alla Giunta Salini. “Considerati sia gli interessi della cittadinanza coinvolta – si legge nell’interrogazione firmata da Andrea Virgilio – in quanto la salute ed il benessere delle persone sono di primaria importanza, sia l’integrità del territorio interessato vista anche la presenza nell’area di progetto di Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) poniamo all’Amministrazione le seguenti domande: se si hanno informazioni dettagliate sulla società menzionata nella delibera; chi deve vigilare su queste realtà private; se c’è una garanzia di coinvolgimento del territorio e in particolare dei nostri sindaci; che cosa giustifica questa Delibera Regionale; se ci sono rischi di sismicità indotta correlate a queste tecniche di ricerca. Chiediamo infine se c’è la disponibilità ad approfondire la delibera in commissione con un tecnico della Regione e con il coinvolgimento dei consiglieri regionali del territorio”.

Il progetto di ricerca si propone di individuare giacimenti di idrocarburi situati in trappole a media profondità; qualora dall’indagine sismica venisse confermata la presenza di giacimenti tecnicamente ed economicamente interessanti, verrà predisposta la perforazione di un pozzo esplorativo, che potrà raggiungere la profondità stimata di circa 3.000-3.500 m. In caso di esito negativo della ricerca il permesso verrà rinunciato.

Province coivolte: Provincia di Brescia; Provincia di Cremona; Provincia di Mantova

Comuni coinvolti: Asola; Ca’ d’Andrea; Canneto sull’Oglio; Cappella de Picenardi; Casalromano; Celladati; Cicognolo; Cingia de Botti; Derovere; Drizzona; Fiesse; Gabbioneta Binanuova; Gambara; Gottolengo; Isola Dovarese; Isorella; Malagnino; Milzano; Motta Baluffi; Ostiano; Pavone del Mella; Pescarolo ed Uniti; Piadena; Pieve d”Olmi; Pieve San Giacomo; Pralboino; Remedello; San Daniele Po; San Giovanni in Croce; San Martino del Lago; Scandolara Ravara; Seniga; Solarolo Rainerio; Sospiro; Torre de Picenardi; Torricella del Pizzo; Volongo; Voltido

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Maria Grazia Bonfante

    Di nuovo siamo sollecitati da nuove scelte, ogni volta più complesse e dirompenti, chiamati ad esprimere un’opinione come cittadini e come amministratori mostriamo cautela per non apparire o essere giudicati prevenuti, cauti per non offrire terreno fertile alle provocazioni che si concluderebbero di fatto con la fatidica domanda “lavoro o ambiente”, retorica, perchè i più hanno già dato una risposta: per l’ambiente ci sono le compensazioni…., oppure con l’altra che rimane dibattuta “lavoro o salute?”. Mi chiedo dove sta il coraggio di seguire davvero una via nuova, quella che sappiamo essere il cambiamento, perchè tutti quando abbiamo letto che per salvare il Pianeta ci rimangono 10 anni siamo rimasti spaventati. Purtroppo solo per il secondo che l’abbiamo letto. Poi rimaniamo cauti, anche di fronte a scelte quelle di nuove ricerche di idrocarburi che conosciamo già benissimo, perchè le conseguenze altri territori le hanno vissute prima di noi, perchè sappiamo benissimo a quanto territorio prezioso rinunceremmo, quale la nostra terra fonte alimentare, e quale sottosuolo storia dei secoli passati, acque limpide e sorgenti di vita. Perchè ci sforziamo di essere cauti quando sappiamo già questi progetti cosa sono e cosa producono? E soprattutto perchè non siamo entusiasti e coraggiosi di promuovere il nuovo che parte ad esempio dalla riqualificazione degli immobili per contenere il consumo di energia?