Commenta

Violinista sul tetto, con Bidoli omaggio a Giuseppe Verdi

violinista

“Il violinista sul Tetto” dedica – domenica 17 novembre, alle 11, all’Auditorium del Museo del Violino di Cremona – un omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita. Il concerto del violinista Alessio Bidoli e del pianista Bruno Canino racconta di un tempo eroico in cui, sulla scia del grande Paganini , la passione per la musica classica era intesa come oggi il ‘pop’: i grandi violinisti dell’epoca componevano appositamente trascrizioni di opere celebri per le loro sfide virtuosistiche a colpi di archetto in un clima di tifoserie accanite e focose, in veri e propri spettacoli teatrali con imitatori, ventriloqui, prestigiatori, attori e ballerini, enfant prodige dalle più diverse abilità. E ovviamente la riscrittura di brani famosi dell’allora popolarissimo Verdi, come diremmo noi oggi, facevano audience! Al violinista ottocentesco veniva allora richiesto un virtuosismo di grande spettacolarità, preciso e sanguigno al contempo, fiammeggiante ma non necessariamente ‘estremo’, diciamo l’esatta dose di virtuosismo che Alessio Bidoli “si sente nelle dita”. Le parafrasi su temi verdiani, scelte ed interpretate per il concerto, hanno lo scopo non solo di ‘raccontare’ un periodo storico poco conosciuto e di grande fascino, ma anche di cercare di trasmettere, attraverso un’interpretazione senza artifizi, lo spirito e la modernità della concezione drammaturgica e della resa dei personaggi del Maestro di Busseto. Le fantasie di Antonio Bazzini sull’opera “La Traviata” e quelle di Camillo Sivori su “Il Trovatore” sono da considerarsi a tutti gli effetti tra le più brillanti e rappresentative di questo panorama musicale; identificate, tra le molte disponibili, dopo un attento lavoro di ricerca condotto da Alessio Bidoli e dal musicologo Alessandro Turba.
Completano il programma le miniature di Fritz Kreisler: di gusto tipicamente viennese, cristallizzano un equilibrio perfetto fra nostalgia e vitalità, sublimate in quintessenziali dolcezze crepuscolari. Sotto un’apparente dispersione Kreisler dissimulava così la sua ricerca d’identità, secondo il destino della cultura austriaca di fine secolo; ma senza che la crisi intaccasse la sua concezione poetica della musica capace di riscattare anche le asserzioni più ovvie attraverso la perfetta risoluzione estetica.
Infine, con il formalismo leziosetto del rococò, Polonaise Brillante in la maggiore no.2 op.21 di Henryk Wieniawski sublima con una scrittura brillante virtuosismo la poesia insita nella, melodia non priva di caratterizzazione etniche, di ispirazione tipicamente romantica. Infine Tzigane, di Maurice Ravel, giustappone momenti lirici di distesa cantabilità a febbrili arabeschi di stile zingaresco che raggiungono nella stretta finale gli scoppiettanti fuochi dartificio di un moto perpetuo di irresistibile e travolgente musicalità.

La rassegna “Il violinista sul tetto” è promossa da Associazione Culturale “Lo Studiolo di via Beltrami”, Cremonabooks in collaborazione con Comune di Cremona e Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti