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Lavori alla Cattolica, Università anticipa 500mila euro, ma Smea a rischio

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L’università Cattolica anticiperà 500 mila euro per i lavori di sistemazione dell’impianto elettrico e del sistema antincendio del palazzo Ghisalberti di via Milano. Il Comune e la Provincia restituiranno 250 mila euro a testa nel giro di 5 anni. Questo l’accordo contenuto nella convenzione presentata in commissione Politiche Educative alla presenza dei rappresentanti dell’Università e dell’assessore Jane Alquati. Il palazzo è di proprietà degli Istituti Ospitalieri, in comodato a Comune e Provincia ( a cui spettano i lavori di manutenzione straordinaria), in sub-comodato d’uso all’Università Cattolica. “Occupiamo metà del palazzo – ha spiegato Manfredini della Cattolica – Gli studenti sono in crescita, 376 al 15 novembre 2013, e gli spazi sono utilizzati al massimo. Abbiamo il nulla osta provvisorio dei vigili del fuoco, ma c’è la necessità di intervenire per ragioni di maggiore sicurezza”. Dunque, il cantiere partirà il prossimo anno, spalmato in vari periodi,in modo da non interferire con esami e lezioni che saranno sempre garantiti. Il contributo di Comune e Provincia verrà versato all’Università che si occuperà di affidare i lavori. Sugli appalti vigileranno entrambi gli enti locali.
“Nell’ottica di un investimento di cinque anni da parte degli enti locali – è intervenuto Ferdinando Quinzani di Cremona per la Libertà – chiedo quale è il futuro dell’Università Cattolica a Cremona, alla luce del rischio che vengano via via tagliati i fondi. E aggiungo, quando la Provincia non ci sarà più, subentrerà la Regione nel dare quella parte di contributo?”. “La notizia della chiusura della sede di Cremona – ha spiegato Manfredini – è già stata smentita dal Rettore. Certo, la permanenza dipende anche dalla volontà degli enti locali e dalla capacità di trovare un punto di equilibrio alla luce del taglio dei fondi. Se i finanziamenti fossero zero, però, la situazione certamente cambierebbe. Al momento attuale, posso dire che la Cattolica sta continuando a investire su Cremona, anche alla luce della continua crescita della popolazione universitaria”.
A rischio, invece, la Smea, Alta Scuola in Economia Agro Alimentare, nata a Cremona nel 1984 come Scuola di Specializzazione e Master in Economia del Sistema Agro-alimentare, ad opera delle Facoltà di Agraria e di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2005 la SMEA fa parte delle “Alte Scuole” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un riconoscimento come istituto di eccellenza nella formazione e nella ricerca universitaria. Dal 1997, inoltre, SMEA è socio dell’Asfor, l’Associazione Italiana per la Formazione Manageriale che ha da sempre l’obiettivo di sviluppare la cultura di gestione in Italia e di qualificare l’offerta di formazione manageriale.
“Nel 2014 il rischio è alto – dichiara Manfredini della Cattolica – perché nella bozza di bilancio della Regione non ci sono contributi in questo senso”. I consiglieri presenti, su proposta di Domenico Maschi del Pdl, hanno dato mandato all’assessore Jane Alquati di farsi portatrice in regione della preoccupazione sulla chiusura della Smea.
Parere positivo sulla convenzione dei lavori, unanimità da parte della commissione.

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