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Gelo, posti esauriti al Rifugio Notturno Don Pezzetti: 'Servono nuovi volontari'

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Il clima si fa sempre più rigido e i posti al ‘Rifugio notturno’ della Caritas di Cremona (una ventina le presenze quotidiane) sono tutti esauriti. Per questo il direttore don Antonio Pezzetti lancia un appello per chiedere volontari, disposti ad affiancarsi agli operatori nel momento dell’accoglienza “perche il Rifugio possa essere non solo un tetto sotto il quale riparasi – si legge sul sito della Diocesi -, ma un momento di condivisione e relazione capace di aprire un percorso di aiuto e integrazione sociale”.
Il Rifugio Notturno è funzionante da ottobre. I posti disponibili sono diciotto, ma – in una sera di grande emergenza – sono state posizionate temporaneamente due ulteriori barnde nella saletta tv della Casa dell’Accoglienza. «Ogni situazione è valutata dal nostro Centro d’ascolto che stabilisce i tempi di permanenza – spiega don Pezzetti sul sito della Diocesi – C’è chi si ferma qualche giorno, chi una settimana. Ma in alcuni casi il soggiorno può essere anche più lungo. Purtroppo ci è impossibile dirottare queste presenza in altre strutture o nella stessa Casa dell’Accoglienza che è tutta piena». I casi sono diversi: profughi dal Nord Africa, già ospitati alla Casa dell’Accoglienza, che devono tornare a Cremona per alcune pratiche, oppure persone che avendo perso il lavoro si sono ritrovati anche senza casa. Queste le presenze: tre italiani, quindici stranieri, di cui quattro marocchini, tre ghanesi, due iracheni, e poi persone provenienti da Pakistan, Algeria, Tunisia, Egitto, Nigeria e Senegal.
Il Rifugio notturno apre i battenti ogni giorno alle 18.30, con l’accoglienza degli ospiti sino alle 22.30. Vi è la possibilità di cenare, lavarsi e cambiarsi; al mattino, alle 7.30 si può fare colazione, dopodiché la struttura deve essere lasciata. Ma il lavoro degli operatori prosegue per l’intera giornata: occorre fare le pulizia, cambiare le lenzuola per i nuovi arrivi, arieggiare i locali.

In questo primo mese di apertura altre 20 persone sono passate dal Rifugio. E proprio da qui, all’inizio di quella che si definisce ‘emergenza freddo’, si colloca la richiesta di volontari disponibili per affiancare gli operatori Caritas durante la notte, o solamente al momento serale di accoglienza.

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