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Tagliati i treni per Piacenza, altri disagi per Fidenza e ritardo di un'ora per Milano Ma chi difende gli utenti?

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Mentre dall’Emilia Romagna arriva l’annuncio della cancellazione degli ultimi treni rimasti sulla linea che collega Cremona a Piacenza e della loro sostituzione con autobus (si tratta dei treni della mattina in entrambe le direzioni, spesso protagonisti nelle ultime settimane di sostituzioni con autobus come più volte scritto, un assaggio del provvedimento definitivo che partirà lunedì) problemi continuano sulla linea che collega la città del Torrazzo a Fidenza e a Parma: frequenti le sostituzioni con autobus di alcuni degli ultimi treni rimasti, la mattina e la sera. Ora il timore di molti pendolari è che in futuro accada anche qui quanto accaduto con le tratte Cremona-Piacenza e Piacenza-Cremona, ossia la cancellazione dei collegamenti ferroviari di Trenitalia a favore di collegamenti con i bus gestiti dalla stessa azienda (con relativi tempi di percorrenza nettamente più lunghi). Scelta fatta per la Cremona-Piacenza e la Piacenza-Cremona per risparmiare nell’ottica di una riorganizzazione finalizzata a migliorare la gestione economica costi-entrate. Il malumore degli utenti cresce. Nonostante le rassicurazioni: per quanto riguarda i collegamenti con Fidenza e Parma si parla infatti ufficialmente di situazione temporanea e di disagi che spariranno con l’introduzione del nuovo orario fra qualche giorno. Anche per quanto riguarda i collegamenti con Piacenza però alla richiesta di spiegazioni, tre settimane fa, la risposta ufficiale era stata: solo problemi temporanei (vedi link in basso). Ma è andata a finire con la cancellazione definitiva dei treni.

Sulle linea che porta da Cremona a Fidenza (dove cambiare per Parma) e viceversa, linea utilizzata da studenti e lavoratori, i disagi (che vanno avanti ormai da un mese) non sono mancati nelle ultime due settimane. In almeno quattro occasioni è stato coinvolto il “diretto” Cremona-Parma delle 7,55, sostituito da un autobus fino a Fidenza. Disagi anche la sera: lunedì e mercoledì (per citare gli esempi più recenti) scomparsi i treni delle 19,39, al loro posto autobus.

Passando alla linea per Milano, gestita da Trenord, ritardi non sono mancati in mattinata. Il 2652 per Milano Centrale ha accumulato quasi un’ora di ritardo. E’ partito da Mantova alle 9,16 anziché alle da Cremona alle 8,50 ed è arrivato a Cremona alle 10,12 anziché alle 9,28, accumulando poi altri minuti di ritardo durante il tragitto. In ritorno, ritardo per il 2663 arrivato a Cremona con 45 minuti sul tabellone.

Desolante il panorama dei collegamenti ferroviari che interessano il Cremonese. Quando la politica locale si muoverà in modo deciso per cambiare davvero le cose?

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Commenti
  • Giacomo

    ….Ma chi difende gli utenti??? Ci vuole tanto per capirlo ??? Ovvio no, Letta e i suoi sostenitori

    • Francesco Capelletti

      Caro amico, Letta e compagnia dei vagoni…letto se ne infischiano di questi problemi! Si chieda piuttosto, visto che il trasporto locale è materia di competenza REGIONALE, chi da vent’anni amministra questa nostra regione e stili l’elenco di tutti gli assessori regionali ai trasporti, con relativa appartenenza politica, aggiunga poi gli amministratori di “Trenord” ed avrà finalmente un elenco più definito di persone cui indirizzare le sue, e mie, sacrosante lamentele. Cordiali Saluti.

  • noxbody

    Appena arrivato a CR con il treno 2663 previsto in partenza alle 19:15 da Centrale e arrivo previsto alle 20:20 a CR: partenza effettiva alle 19:35, arrivo a Cremona alle 21:05 con 45 min di ritardo.
    Ieri sera 35 min di ritardo; martedì sera 20 min: di questo passo, domani saranno 60 minuti.

  • pendolare

    la verità, purtroppo, è che a nessuno frega un cazzo dei pendolari. scusate il cazzo, scusate la verità!